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Siete tutti invitati

Un invito da parte di uno chef che condivide la filosofia del movimento “Slow Food” e che parte dal presupposto che il cibo è convivialità e che noi italiani lo sappiamo benissimo. D’altronde il suo amore per lo stare in cucina parte da lontano, perché aveva solo cinque anni, Giorgio Locatelli, quando ha iniziato a dare una mano nel ristorante dello zio. Una lunga gavetta, quindi, preso di mira dal cuoco che gli ricordava costantemente che non sarebbe mai diventato uno chef e le coccole consolatorie della nonna ogni volta che tornava a casa deluso e diviso tra la voglia di mollare tutto e l’orgoglio di tornare ogni giorno in cucina per mostrare chi era e che cosa sapeva fare. Tutto avviene nel piccolo paese di Corgeno, sul lago di Comabbio, in Lombardia. È qui che gli zii aprono un albergo con ristorante, “La Cinzianella”, ed è sempre qui che chef Locatelli comincia a frequentare, da bambino, le cucine professionali, prima in assoluto quella della pasticceria dei cugini, con forni talmente grandi che possono contenerlo al loro interno! Tutti (nonni, zii, cugini e genitori) impegnati nell’attività di famiglia e tutti disposti a dare una mano anche oltre le proprie mansioni. Per Locatelli poi si presenta la Scuola di Cucina, ma è talmente convinto che cibo, sesso, vino, vita, viaggino sulla stessa lunghezza d’onda che si fa sospendere perché lo beccano regolarmente a baciare qualche ragazza sui gradini delle scale d’ingresso. E poi c’è il periodo della ribellione... Ma c’è anche la zia Maria Luisa, bellissima, ma anche di polso, tanto da essere l’unica in grado di farsi rispettare, anche senza perdere le staffe e, forse per questo, capace di riportarlo sulla retta via...

E così anche lo chef Giorgio Locatelli pubblica il suo patinatissimo libro di ricette, come sembra d’obbligo per coloro che arrivano tra i giudici di “Masterchef Italia”. Chef Giorgio lo fa con un po’ della sua storia e della sua esperienza, consegnando al lettore alcuni consigli e sicure dritte per rendere ancora più interessanti piatti e condimenti. Poi, ovvio, ci sono le ricette. Piatti semplici, a volte anche molto comuni nelle cucine italiane, ma certo con quel pizzico di sapienza che aiuta. Accanto a questa tradizione, ci sono alcuni suggerimenti che fanno venire l’acquolina in bocca soltanto a leggerli o soltanto soffermandosi sulle grandi foto esplicative. Ma c’è di più. Spesso nella presentazione di un piatto con la relativa ricetta, Locatelli aggiunge un aneddoto personale, una storia che si racconta e si tramanda, un personaggio legato a quel particolare piatto. Ma sono le dritte quelle che impreziosiscono ciascuna ricetta, il “come fare”, per intenderci, attraverso i consigli di uno chef. Ed ecco quindi l’importanza di una certa tipologia di uova nel risultato finale della pasta, il numero delle uova e dei tuorli per ogni chilo di farina e come questo possa cambiare e, anzi, anche triplicare, rispetto a una ricetta base. E poi tutte le tipologie di pasta ripiena e di quella lunga, perché è facile dire “tagliatelle”, in realtà ci sono precise e specifiche questioni di... misure! Insomma sono proprio i consigli che rendono questo volume speciale e sono suggerimenti che possiamo portare nelle nostre cucine e nelle nostre preparazioni senza alcun problema. Sapevate che la cottura del pesce non perdona? A differenza della carne non va perso di vista nemmeno per un solo momento, obbligati a riconoscere quando è cotto! E poi ci sono i dolci...