Sotto copertura

Sotto copertura

Pakistan. Il mondo è cambiato anche qui, dopo l’11 settembre. Amaryllis si sente seguita. È un uomo dalla faccia cavallina, ribattezzato simpaticamente Mr. Ed, che non le concede tregua nel dedalo di vicoli di Karachi. Perde appositamente il bus, tanto ne passerà presto un altro per Jinna Road. La prima cosa che ti insegnano nella CIA è che non bisogna mai tentare di seminare i propri inseguitori con mosse repentine, ci si scoprirebbe troppo in questo caso. Bisogna mantenere sempre un comportamento costante, senza scatti improvvisi. Ad un giallo al semaforo, ad esempio, bisogna sempre fermarsi mai accelerare. Amaryllis sorride sempre quando pensa ai film sugli agenti della CIA che fanno acrobazie sui tetti per sfuggire agli inseguitori oppure ai vari trucchi alla James Bond. Mr. Ed potrebbe essere un agente della sicurezza locale anche se il suo aspetto da kazako o uzbeko ne tradirebbe l’appartenenza ad Al Qaeda. Le reclute provenienti dall’Asia Centrale vengono spesso utilizzate infatti per pedinamenti, in modo da prendere confidenza con il territorio. Potrebbe anche essere un trafficante d’armi oppure la teoria del rasoio di Occam, quella della spiegazione più semplice che è anche quella giusta, suggerirebbe che si tratta semplicemente di un maniaco sessuale attratto da una ventottenne occidentale che passeggia tra le vie di un paese islamico con disinvoltura. Questa è la vita di un agente sul campo: ogni minimo dettaglio può fare la differenza tra il comprendere e sventare la potenziale minaccia di un attacco terroristico o il consentire al nemico di fare strage di innocenti...

Amaryllis Fox, figlia di un’attrice britannica e di un economista statunitense specializzato in politiche energetiche, è entrata nella CIA a soli ventidue anni, dopo una laurea con lode a Oxford e un master su terrorismo e conflitti alla School of Foreign Service di Georgetown. È stata notata per avere ideato un algoritmo in grado di prevenire gli attacchi terroristici. Ha sempre prestato servizio sul campo sotto copertura in sedici paesi, dislocati tra Africa, Asia e Medio Oriente, per contrastare il terrorismo e la proliferazione di armi di distruzione di massa. Ha lasciato l’Agenzia nel 2010 e oggi collabora con varie testate internazionali, è host di una serie di documentari sul narcotraffico trasmessa da Netflix, Business of Drugs, ed è una fervente attivista per la pace. Questo Sotto copertura è il resoconto dettagliato delle sue attività sul campo, con la vivacità di un romanzo thriller di Robert Ludlum. È il suo primo libro e sono già stati acquistati i diritti per realizzarne una serie con protagonista Brie Larson. Il lettore potrà quindi scoprire i segreti del reclutamento e dell’azione sul campo della CIA, attraverso la voce in prima persona di un’agente che con autorevolezza si è distinta in moltissime missioni ad alto tasso di pericolosità. Un dietro le quinte veritiero e realistico che lascia molto spazio anche alle riflessioni e ai dubbi personali dell’autrice che per esempio mette in discussione tutto ciò in cui crede e che esegue ciecamente, in seguito alla nascita della figlia Zoe. In un mare di fiction e di romanzi al limite del ridicolo sull’argomento, Sotto copertura rappresenta un faro per tutti coloro che hanno desiderio di conoscere veramente come funziona il servizio segreto più celebre al mondo.



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