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Sottosopra

A Cagliari, alla Marina, un vivace quartiere multietnico, si trova un bel palazzotto a forma di ferro di cavallo, affacciato da una parte sulla strada e dall’altra sul porto. Ai piani alti, con una bellissima vista sul mare, vive Mr. Johnson, un anziano violinista americano, distratto e un po’ trasandato, che da anni ormai si mantiene suonando il violino a bordo di eleganti navi da crociera. La signora Anna abita con la figlia Natascia al piano di sotto, in un piccolo appartamento vecchio e buio che si affaccia sulle scale di servizio. Un giorno Mrs. Johnson, la moglie altezzosa e insoddisfatta dell’anziano violinista, dopo prolungati periodi di assenza, pare andarsene per sempre, salendo su un taxi con tanto di valigie. A questo punto la signora Anna accetta di diventare la domestica di Mr. Johnson, all’inizio soprattutto per ammirare la vista dal piano di sopra e per godere della luce che proviene da quelle grandi finestre sul mare. Piano piano Anna si lascia coinvolgere dalla sua nuova vita al piano di sopra, aprendosi a sogni e speranze. Accudisce Mr. Johnson, ma anche Mr. Johnson junior e Giovannino, figlio e nipote improvvisamente comparsi nella vita dell’anziano. Solo Natascia cerca di tenere la madre con i piedi per terra, troppo abituata alle sue delusioni amorose. In mezzo, tra sopra e sotto, abita anche una ragazza, voce narrante della storia che racconta poco alla volta, insieme alle vite degli altri, anche la propria. Il suo è l’appartamento comprato dai nonni, in cui da bambina veniva in vacanza con zii e cugini. Per studiare Lettere si è trasferita a Cagliari da un paesino dell’entroterra, sfuggendo così da tristi vicende familiari che da sempre generano pettegolezzi e pregiudizi tra la gente. Nel condominio “sottosopra” trova una nuova famiglia, un po’ “strampalata” (un “pasticcio” le dice la zia), in cui i ruoli non sono ben definiti, ma dove in ogni caso si stabiliscono legami veri. I nuovi amici, pur con le loro debolezze, le regalano quell’affetto e protezione che forse neanche lei sperava di trovare…

I romanzi di Milena Agus, definita rivelazione dell’anno nel 2007 con il pluripremiato Mal di pietre, sono tutti libriccini da cui non ti aspetteresti possa aprirsi con tanta spontaneità la luce della Sardegna e della sua gente. Sottosopra ci trasporta in un mondo leggero e quasi fluttuante, come le onde che bagnano la spiaggia del Poetto e che portano lontano le navi da crociera su cui suona Mr. Johnson. I personaggi parlano attraverso immagini e infilano una dietro l’altra metafore che nascondono grandi verità. Così la giovane narratrice ama le filastrocche perché lì “tutto è a rovescio, ma tutti sono contenti”, senza dover stabilire ciò che è normale e ciò che non lo è. La vita poi è un po’ come una scarpa: tutta questione di trovare quella giusta. In questa storia le paure e le ossessioni ci sono un po’ tutte – paura dell’abbandono, della pazzia, della morte - raccontate però con delicatezza e ironia, grazie a personaggi che sanno essere saggi, pur nella loro ingenuità. Il palazzotto con i suoi abitanti diventa pian piano metafora della vita, in cui ognuno trova un posto, a volte “sopra” e a volte “sotto”, e accetta le proprie contraddizioni, alla ricerca di uno tra i tanti equilibri possibili. Così, parafrasando le parole di Mr. Johnson junior, ognuno può essere felice e sereno, se il mondo lo abita come può.