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Spie

Spie
Il parallelo tra James Bond e l’antichità è forse la prima cosa che salta alla mente leggendo il sottotitolo di questo mini-saggio. Le evoluzioni e gli effetti speciali consegnati alla celluloide dal personaggio di Ian Fleming fanno parte dell’immaginario collettivo, e quindi in parallelo gli intrighi, le belle donne, il lavoro sporco e la completa devozione alla causa dell’intelligence si innestano nella storia di ognuno di noi. Ma chi pensa che un caso Goldfinger potesse nascere sotto le tende dei legionari romani, fra le scorribande di Atene e Sparta o nelle lunghe cavalcate per la conquista dell’occidente da parte dei barbari? Oggi ci possiamo avvalere dei documenti degli storici dell’epoca e inferire l’esistenza di strumenti di appoggio ai successi (o alle rispettive disfatte) militari. E’ interessante per esempio venire a conoscenza delle veneziane ‘bocche di leone’, sorta di posta informativa che ogni libero cittadino poteva recapitare ai quartieri generali della Serenissima, del primo pseudo-servizio segreto da parte degli egiziani, le cosiddette ‘orecchie del faraone’, della grande tradizione orientale che culmina nel capolavoro di Sun Tzu (L’arte della guerra) che dal V secolo a.C. illumina ancor oggi la filosofia dell’atto bellico. In più non ci si può dimenticare del caso inglese di Maria Stuarda e dei contemporanei codici di crittografia che fanno la fortuna al botteghino e sullo scaffale delle spy-story à la Codice Da Vinci...
Le 100 pagine del saggio di Domenico Vecchioni (ex ambasciatore italiano in Argentina, alla NATO e al Consiglio d'Europa, ex Console Generale a Madrid e a Nizza e attualmente Ambasciatore d'Italia a Cuba) ci danno un’infarinata veloce su quello che succede da millenni a latere di guerre, soldati, dittatori, re, regine e lotte per il predominio economico. Pur non indagando le implicazioni politiche di alcun sistema di intelligence (presumibilmente per la natura ‘light’ del volume), il saggio ci apre comunque una porta su un mondo troppe volte considerato tabù. L’importanza di una storiografia che indaghi a fondo le mosse nascoste degli Stati si coglie in queste righe, scritte con uno stile pulito senza troppi tecnicismi. Spie può essere quindi un buon punto di partenza per continuare ad indagare sull’argomento.