Sud

Dov’è finita Tamara che solo suo marito chiama Mara? Dov’è finito l’avvocato con le sue infaticabili sostenitrici Rosa e Cicia? Dove saranno il vecchio Notaio e il vecchio Farmacista con il suo violino nascosto nell’armadio? Chissà dove sono le loro mogli, così piccole entrambe, ma così diverse caratterialmente. Pepo della posta, Nino che ama i fantasmi, Emilio che spiccica le prime parole a vent’anni, Ciccio Bombarda l’autista e Gemma, la moglie di Luigi. Chissà che fine hanno fatto. Dove sono finiti tutti quei personaggi che in qualche modo hanno abitato i suoi sogni, quelli che di notte ha visto sfilare davanti ai suoi occhi, come piccole figure di cartoncino? La loro trasformazione è sempre stata strabiliante: da figurine a ombre, da ombre a corpi, da corpi a statue. Ogni statua custode della propria storia, fatta di un passato e di un presente che sistematicamente entra nei ricordi, quelli annebbiati e bui, che non importa a nessuno trattenere. Valentino va via alla fine degli anni Settanta: è un giovane potente e gagliardo, non lo ferma nessuno e del resto Mara, sua madre, gli ha detto che non è il caso di restare al Sud, in quella terra abitata da barbari. Lui deve mettersi in salvo e per farlo deve andarsene. Forte di questo suggerimento, piano piano, proprio come succede nel mondo dei sogni, dimentica tutti e per circa quarant’anni scorda anche chi è veramente. Vive Valentino, vive la sua giovinezza e la sua maturità, lontano dal suo mondo, viaggiando e conoscendo meravigliose città come New York, Roma, Londra, Milano, Berlino e passando periodi, per pura gioia di vivere, in Asia e in Africa. Intanto i suoi ricordi svaniscono nei meandri più oscuri della memoria...

Una bella storia famigliare quella raccontata da Mario Fortunato nel suo Sud, un romanzo ricco di emozioni e di vive sensazioni, alle quali fanno da sfondo i più importanti fatti storici del Novecento, dalla nascita del fascismo alla Seconda Guerra, dalle persecuzioni contro il popolo ebraico allo scontro politico che vede protagoniste la destra e la sinistra nel nostro Paese, dal boom economico degli anni ‘60 al tentativo di ricostruzione che fa storia in Italia. Il piccolo paese della Calabria che vede i natali e culla le vite del Notaio e del Farmacista, rispettivamente i genitori dell’Avvocato e di Tamara detta Mara e dal cui amore nasce Valentino, sembra in qualche modo avere tutte le caratteristiche del mondo meridionale. Due uomini completamente differenti, il Notaio e il Farmacista: arrivista e materialista il primo, affettuoso e abitudinario il secondo. Le protagoniste indiscusse del romanzo sono le donne: Vita ed Elvira, le due mogli del Notaio e Lea, la moglie del Farmacista, tutte molto trascurate dai rispettivi mariti. La narrazione si sviluppa intorno a una serie di eventi di vita vissuta, che evidenziano con obiettività e un pizzico di ironia, le caratteristiche della borghesia meridionale, acculturata e progressista, se pur proiettata verso le classi sociali subalterne. Non delude Fortunato, con il suo stile elegante e curato se pur semplice, lineare, asciutto e carico di potente emotività. Narra di vite lo scrittore calabrese come solo lui sa fare e racconta in maniera sfacciatamente energica di un Sud acculturato, di quella parte di meridione di cui mai nessuno ha parlato, lasciando sempre spazio a un disegno del Mezzogiorno povero e ignorante. Un romanzo dalla trama compatta e scorrevole, popolata da anime la cui vita si riflette nella storia del Paese, carica di realtà e di quel pizzico di magia che da sempre contraddistingue la penna di Fortunato.

 


 

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