A Sud e a Ovest

A Sud e a Ovest

L’atmosfera nella New Orleans di giugno non è quella che comunemente si può immaginare, fresca, estiva e colorata. In verità, è appesantita da un forte odore di morte, di quella morte che arriva per cause sconosciute, non violente, ma allo stesso tempo non identificate. È un olezzo che oscura, che adombra come fosse il negativo di una fotografia e rende lenti i movimenti della gente, di una lentezza fuori dal comune, tanto che la differenza tra vivi e morti diventa molto sottile. In un tetro pomeriggio, esattamente in St Charles Avenue, una donna si schianta con la sua macchina contro un albero, accasciandosi sul volante. È morta! È incredibilmente morta. I passanti ne sono più che convinti. Arriva tempestivamente l’ambulanza e poi la polizia, ma per constatare che non c’è più niente da fare. I viandanti assistono al fatto, guardano, fanno i loro commenti, come se stessero vedendo un film, come se la cosa non li riguardasse e soprattutto non riguardasse una vita umana. Dopo aver assistito ai macabri accertamenti delle autorità, il fiume di gente riprende la propria vita, chi si incammina verso casa, chi verso il bar. Una cosa seria e importante quella morte, desta scalpore, preoccupazione, crea discussioni potenti, ma allo stesso tempo inutili. Esattamente futili, come dopo pochi minuti sembra essere quel decesso: si ha quasi l’idea che la morte faccia parte della quotidianità, che abbia davvero pochissima importanza e che forse, alla fine sia parte integrante della vita stessa. Un’attenzione, quella dei passanti, che si trasforma in indifferenza in pochi minuti, una mutazione che colpisce, che amareggia, ma che forse rientra nelle disillusioni della vita...

Traspare in maniera decisa e profondamente veritiera il ritratto di Joan Didion in questo A Sud e a Ovest, un libro scritto bene, in cui l’autrice ha voluto lasciare profonde riflessioni e utili informazioni sul viaggio affrontato nel 1970 lungo il Golfo del Messico, alla scoperta di New Orleans. Una meta ambita da tanti, senza una valida motivazione, senza un perché evidente. Unica cosa importante è partire alla scoperta di New Orleans. Il motivo della Didion, invece, è da ricercare nella sua profonda convinzione che il cuore del Paese non fosse più l’Ovest, ma il Sud, ancora completamente assorbito nelle radici del passato e in quelle differenze sociali che hanno fatto la storia. “Avevo una teoria: se fossi riuscita a capire il Sud, avrei capito anche qualcosa della California, perché molti dei pionieri californiani venivano dal confine meridionale”: così spiega la scrittrice la sua decisione di affrontare questo viaggio, parlando del Sud e dell’Ovest che in realtà sono poli opposti, ognuno racchiuso nelle proprie peculiarità. Il Sud ancorato a un passato che non riesce a dimenticare – sebbene sia profondamente limitante – e l’Ovest totalmente orientato verso il rinnovamento, lo sviluppo e la positività. Trascorre un mese la scrittrice nella zona meridionale del Golfo, facendo interviste, prendendo appunti, ma non completando il suo reportage. Le sue annotazioni disegnano in maniera magistrale il ritratto della società dell’epoca, in maniera chiara e con dovizia di particolari. Didion non solo offre al lettore una descrizione della sua epoca, ma sembra quasi avere la capacità di prevedere saggiamente il futuro. Bella la scrittura dell’autrice statunitense, che non delude nella sua elegante semplicità, alternando timidezza e riservatezza a sfacciataggine pura. Un libro questo A Sud e a Ovest in cui si parla molto poco del viaggio in sé, ma dalle descrizioni traspare in maniera evidente quanto il disagio e l’oscurità siano forti e predominanti in questo Sud, particolarmente selvaggio e deprimente e quanto invece sia potente la voglia di progresso dell’Ovest. Com’è allora possibile che un Sud così provato, così solo e solitario, possa diventare il centro delle attenzioni e del potenziale sviluppo? Può essere che il passato sia anche futuro? O che non sia più il passato? Sì può essere e in questo la Didion va oltre ogni aspettativa: lei parte per conoscere New Orleans, ma finisce con il conoscere l’America intera.



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