Teologia del dominio

2036. Daniel Ruppert è l’anchorman del notiziario della GlobeNet di Los Angeles: un volto e una voce rassicuranti che ogni sera dagli studi televisivi posti sotto una cupola nera di acciaio corazzato porta nelle case di milioni di americani una raffica di fake news, vere e proprie “veline” messe a punto dal Dipartimento del Terrore in nome della sicurezza nazionale. La legge Anti Propaganda e Sedizione ha soppresso da tempo la libertà di stampa e ora i telegiornali sono costituiti da 30 minuti di spot pubblicitari, 22 minuti di notizie sportive, 2 minuti di meteo e 3 minuti di fake news sulla politica interna ed estera. Per esempio oggi Daniel ha raccontato che in Argentina – mostrando filmati di repertorio del Venezuela vecchi di anni e facendo finta che fossero girati a Buenos Aires poche ore prima – il popolo è sceso in strada per festeggiare l’occupazione da parte dell’esercito statunitense intervenuto contro la malvagia dittatura comunista che opprimeva il Paese. E che la Cina prosegue con il suo atteggiamento di bellicosa sfida e di aggressione verso la Corea che ha portato il Governo USA a minacciare un intervento nucleare. O che il malvagio jihadista Sheij Muhammad al Taba sta sollevando centinaia di migliaia di persone in Egitto e nel resto del Nord Africa contro gli occidentali e la civiltà e che quindi va schiacciato come si farebbe con un serpente velenoso. Il pubblico crede a queste notizie o fa finta di crederci, scrutato in ogni momento della giornata dalle telecamere del Dipartimento del Terrore o alla mercé di una denuncia del vicino o del collega al minimo segnale di dissenso o di “condotta immorale”. Sempre se non si capita nelle grinfie delle Brigate della Libertà, un gruppo paramilitare di vigilantes che uccide senza pietà dissidenti o immigrati, tollerato dalle autorità. Ma come si è arrivati a questo? Tutto è cominciato il 4 luglio 2021, quando un’esplosione nucleare ha spazzato via la città di Columbus, nell’Ohio. Un brutale attentato effettuato da un commando di “terroristi stranieri” che ha portato il Presidente Winthrop ad assumere pieni poteri grazie ai cosiddetti Articoli per la Continuazione della Democrazia. Da allora – in barba al nome della legge – la democrazia è scomparsa ed è cresciuto esponenzialmente il potere della Chiesa del Nuovo Dominio, che è diventata la “vera fede americana”, implicitamente obbligatoria per esercitare ogni professione importante. Anche Daniel frequenta regolarmente la Chiesa Tabernacolo d’Oro del Dominio Mondiale assieme alla sua bellissima e impeccabile moglie Madeline, che lui non ama e non desidera…

Arriva in Italia il romanzo d’esordio di J. L. Bryan, star del self publishing statunitense e autore di diverse saghe di successo (The Paranormals, Songs of Magic, la cacciatrice di fantasmi Ellie Jordan), tutte basate su di un accattivante mix di avventura, horror ed erotismo. Bryan, laureato in Letteratura alla University of Georgia e specializzatosi in Sceneggiatura alla UCLA, vive ad Atlanta con la famiglia e una vasta tribù di animali domestici. In questo La teologia del dominio è alle prese con una distopia di impianto diremo classico, con una teocrazia fascista che sarebbe il sogno di un reazionario della Bible Belt che ha conquistato il potere grazie a un complotto spaventoso ma sulla cui reale natura il colpo di scena è ampiamente “telefonato” (da qualche anno ormai in film, fumetti o serie tv non c’è un attentato o strage che in realtà non sia stato organizzato dal governo nel quadro di una “strategia della tensione”, fateci caso). Predicatori evangelici superkitsch che agiscono come potenti ayatollah, polizia segreta che picchia duro, propaganda che martella, una organizzazione rivoluzionaria dall’approccio cyberpunk che sembra presa di peso da Matrix. Teatro della vicenda del dissidente Daniel Ruppert, costretto suo malgrado a trasformarsi da oliato ingranaggio del potere in agente sotto copertura che fa il triplo gioco, una Los Angeles che sembra una zona di guerra e, tutto intorno, un mondo impazzito. Fosse un film, sarebbe diretto da John Carpenter.



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