Ti ho dato un bacio mentre dormivi

Ti ho dato un bacio mentre dormivi

Durante una piovosa notte dell’aprile 2015, Agostino Sella viene inspiegabilmente e brutalmente aggredito fuori da casa, appena sceso dall’auto. Rimasto privo di sensi sul marciapiede, riesce a sopravvivere grazie al tempestivo intervento di un vicino insonne, che assiste all’aggressione e chiama l’ambulanza. Risvegliatosi in ospedale, oltre a qualche ferita guaribile in poco tempo e una leggera zoppia, Agostino non ricorda nulla di quello che è successo quella notte ma, cosa ancora più grave, scopre di avere un deficit permanente della memoria, con grandi lacune del suo passato. Una volta dimesso, Agostino si ritrova da solo, unicamente con la compagnia e il supporto dei nonni, Elena e Luigi, una coppia ancora affiatata dopo cinquant’anni insieme. La madre, Anna, è morta tempo prima a causa di un tumore e il padre, Andrea, che non è riuscito a superare il dolore e il vuoto lasciato dalla perdita, dopo l’aggressione del figlio decide di allontanarsi da Milano. Agostino decide quindi di andare a vivere alla “Pregiata”, la tipografia di famiglia, un luogo dove “il tempo non entra”, esattamente nel magazzino sul retro, che si è trasformato negli anni in una raccolta di memorie, ricco di fotografie e di storia, sperando così di riuscire a ricomporre la sua. I vicini e gli amici lo aiutano, passano a trovarlo per raccontargli episodi, aneddoti, confidenze, fino a farlo diventare una sorta di confessore. Così facendo, inizia finalmente a ricordare, complici una serie infinita di post-it alle pareti, contenenti episodi e ricordi riaffiorati alla mente in modo sparso e casuale. In più, grazie ad alcune storie e rivelazioni inaspettate, riuscirà a capire molto anche su se stesso e sulla sua famiglia...

Libro d’esordio per Pacifico, nome d’arte di Luigi De Crescenzo, affermato musicista e cantautore italiano, che ha lavorato anche con importanti artisti del panorama nazionale. È un libro parla della famiglia, della sua forza ma anche delle sue fragilità, di cose non dette e di emozioni sussurrate, di piccoli gesti carichi di amore, ma fatti quasi di nascosto. È un racconto che affronta il tema della memoria, di ciò che si tramanda alle generazioni future, della storia e dei ricordi. Allo stesso tempo approfondisce i sentimenti: la disperazione di un figlio che fa fatica ad affrontare il cambiamento, risultando quasi apatico, sconfortato e incapace di reagire; la rabbia e il dolore di un padre, che non riesce a superarli e che invadono ogni suo gesto e ogni momento; la compassione mista a curiosità dei vicini, che lo raggiungono giorno dopo giorno per fornire ognuno un pezzo del puzzle, la propria versione della storia. Infine, è un racconto che insegna a reagire, che è necessario trovare la forza dentro di sé, e che la verità aiuta, anche se il primo passo è sempre il più difficile da compiere.



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