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Tiroide

Tiroide
Tergiversare rapiti in un loop di rimandi è da sempre lo sport preferito di tanti ventenni che in tal modo posticipano la presa di responsabilità consacrante alla dimensione adulta; a tale caratteristica della  sua età non si sottrae Stefano, studente campano della più nota costiera trapiantato a Roma. Ma il gusto del crogiolarsi nell'inadempienza dei doveri acquista tutto un altro sapore quando il dovere di cui si parla è la somministrazione del farmaco per l'ipertiroidismo che è indispensabile prendere per continuare a vivere. Annoiato dalla sua condizione di malato perenne che tutti si premurano di proteggere, Stefano decide che prendere le redini della sua vita coinciderà con il lasciarsi vivere e guidare dalla sua tiroide iperattiva, più nervoso e fragile, ma non vincolato. Il ragazzo, obbligato a tornare a casa causa festeggiamenti per il matrimonio di un lontano cugino, vive una lunga giornata con il timer innescato, scandita dalla assurdità lucida dettata dagli alti-medi-bassi e vertigini che lo condurranno al tracollo finale…
Un'opera prima affatto pretenziosa, una parentesi di cinismo e giovinezza tanto leggera quanto amarognola che sorprende per la sua piacevolezza, Tiroide è come quelle caramelle ai gusti strani e indecifrabili che rimangono nei fondi dei piattini sulle credenze delle nonne perché nessuno ha il coraggio di scartare gli involucri dai colori fluo che sono sicuro sintomo di lontananza dalle solite fragola, ciliegia, ananas per i più temerari. E invece la verità è che a volte i confettini alle mele verdi e tamarindi, lasciano in bocca la freschezza e il pizzico di frizzantezza aspra che era proprio quello di cui, non lo sapevi, ma avevi bisogno. Non c'è stucchevolezza del languire nelle impervie vie della malattia, quando momenti psicologizzati rischiano di far perdere quota alla narrazione spesso le soluzioni per riprendere il volo sono per nulla scontate e, se non dei lampi di genio, le scelte drammatiche/drammaturgiche/linguistiche sono almeno delle visioni trasversali che denotano una sensibilità letteraria che conosce il senso del ritmo.