Salta al contenuto principale

Tre donne – Una storia d’amore e disamore

Maria, Lori e Gesuina, mamma figlia e nonna, condividono un piccolo appartamento di sole tre stanze: spesso in litigio, si ritirano nella propria camera e affidano i loro pensieri a lunghe lettere, a pagine di diario o a un piccolo registratore tascabile. Tre donne molto diverse, ma con lo stesso bisogno di raccontarsi... Maria, “col naso sempre in mezzo ai libri”, vive in un mondo fatto di letteratura e di sogni, che riempie la sua vita sacrificata e poco gratificante: con i magri guadagni del suo lavoro di traduttrice mantiene la figlia diciassettenne Loredana (Lori) e la mamma Gesuina. Nei libri invece Maria trova la propria dimensione: immagina di dialogare con Flaubert e con le sue contraddizioni, cercando tra le pagine risposte sulla vita e sull’amore. Scrive poi lettere lunghissime, ricche di citazioni da Baudelaire, al compagno lontano François, immaginandolo intento nella lettura. Quando la figlia la critica per la sua avversione nei confronti della comunicazione virtuale, Maria risponde di preferire “la lentezza della scrittura, il grande privilegio di un tempo di sciatte velocità”. Lori è una ragazza inquieta, a cui da bambina è mancato il padre portato via dalla leucemia: quasi per farsi coraggio si è fatta tatuare un drago arrabbiato sulla schiena e, sempre in fuga con il suo motorino, osserva la realtà con molto disincanto. Confida i suoi pensieri alle pagine di un diario, chiedendosi se “i segreti possono crescere dentro di noi come piantine di bonsai e mai rivelarsi al mondo”. La sua complice in casa è la nonna, a cui si sente più vicina: non capisce infatti la madre e la sua dedizione ai libri, non comprende quell’amore a distanza col compagno e l’ostinato rifiuto della tecnologia. Gesuina, la nonna, è una ex-attrice di teatro, anche se la sua aspirazione da bambina era diventare medico. Come una moderna Mirandolina, ormai quasi in pensione, civetta con uomini molto più giovani di lei, “innamorata dell’amore e dei baci”, soprattutto di quelli del fornaio Simone dalle “labbra morbide e gentili che hanno un buon odore di pane fresco e lievito”. Racconta le sue avventure a un piccolo registratore tascabile che si porta sempre dietro. A sconvolgere questo vivace ménage à trois e a scatenare sopite rivalità femminili, spesso in agguato tra madri e figlie, arriva da Lille François, invitato da Maria a trascorrere con loro il Natale...

Tre donne è un romanzo tutto al femminile, in cui gli uomini, e i padri in particolare, sono i grandi assenti: le figure maschili spariscono molto presto dal racconto o per morte prematura o per mancanza di coraggio, lasciando le protagoniste ad affrontare le conseguenze delle azioni compiute con i loro compagni. Per dare voce alle tre protagoniste, Dacia Maraini rivisita il romanzo epistolare, associando a ciascuna un mezzo espressivo (il diario, la lettera, la confessione al "registratorino"): tutte hanno bisogno di raccontarsi, nella speranza che prima o poi qualcuno le ascolti e le faccia uscire dalla loro solitudine (“solo tu mi ascolti e sigilli le mie parole con serena pignoleria”, dice la nonna al suo registratore). Ciò che rende vivace e godibile il racconto è proprio l'alternarsi delle tre voci: libera e scanzonata con le sue “parole sgangherate” quella di Lori; poetica e ricca di riflessioni stimolate dalle sue traduzioni quella di Maria (molteplici sono i riferimenti a Madame Bovary, il cui fascino immortale è stato ripercorso dalla Maraini in Cercando Emma); immediata e ironica quella di Gesuina. La Maraini, abile indagatrice delle pieghe più profonde dell'animo femminile, ci restituisce l’immagine di tre caratteri molto differenti che sfuggono a cliché tradizionali. Quando però cambiano le circostanze riconosciamo in tutte la grande capacità, intimamente femminile, di ricostruirsi, riplasmarsi, per fare spazio dentro e fuori di sé a chi, indifeso e innocente, la vita ha affidato loro. Nel momento in cui le tre donne avvertono una distanza incolmabile a separarle, scoprono (o riscoprono) sé stesse nel prendersi cura dell’altro e nel gesto gratuito di una madre per il figlio.