Tre segreti

Un tempo quella casa era il loro nido d’amore. Ogni piccolo dettaglio era stato scelto con cura e rappresentava una parte della sua vita con Robert, un marito che le aveva promesso il mondo. Quell’appartamento rappresentava l’inizio della sua famiglia, non certo la fine. Ma forse non era stata in grado di cogliere alcun segnale, alcune segreto e Robert si era tolto la vita. Certi giorni Francesca dava la colpa a se stessa e affogava nei sensi di colpa, altri giorni, invece, smentiva quelle teorie e ricominciava daccapo, insoddisfatta. L’appartamento era diventato soffocante e pieno di tristezza, ora, mentre i segreti e i ricordi che custodiva erano una vera e propria polveriera. Francesca divideva l’appartamento con la figlia Alice, una bambina adorabile, che proprio in quel momento stava cercando di pettinare: erano attese a pranzo a casa dei nonni Tennant e Alice doveva essere assolutamente in ordine. L’apparenza era tutto per Camilla Tennant, sua suocera. A pranzo ci sarebbe stato il clan al completo. Camilla e il marito Patrick, John - il fratello minore di Robert - e sua moglie Dilys insieme ai loro tre figli e persino lo zio Ralph, lo strambo fratello di Patrick. Vivevano nel raggio di pochi chilometri dallo stesso paese ed erano tutti così estremamente amorevoli da diventare soffocanti. Inoltre, i Tennant erano bravissimi a tenere per sé ogni verità sgradevole. Erano convinti che, se gli eventi spiacevoli non venivano detti ad alta voce, allora era come se non esistessero. Si erano comportati in questo modo anche in occasione della morte di Robert e nel periodo successivo. Nessuno ne parlava, nessuno accusava qualcun altro, nessuno attribuiva colpe. E da quel maledetto giorno erano già trascorsi due anni e l’atteggiamento della famiglia d’origine di Robert non è cambiato di una virgola…

Una famiglia disfunzionale, riservata, chiusa in se stessa e strana; una famiglia in cui il culto dell’apparenza conta molto, forse troppo. Questi sono i Tennant, i protagonisti del romanzo di Clare Boyd, alla sua seconda prova come autrice. Una giovane coppia apparentemente perfetta, devastata da una tragedia che scoperchia quanto negli anni si era cercato di nascondere: segreti, bugie e tradimenti. Una suocera, abile manipolatrice - sposata con un uomo debole e senza spina dorsale - che, per farsi perdonare dai figli un terribile errore commesso nel passato, asseconda ogni desiderio e copre ogni debolezza, fino al punto di non ritorno; un fratello - vittima di ripetuti atti di bullismo perpetrati dalla moglie, donna vendicativa e perfida - che non ha il coraggio di ascoltare i suoi sentimenti e prendere in mano, una volta per tutte, la sua vita; una moglie affranta - che non si lascia irretire dal quadro perfetto creato ad arte dalla famiglia del marito, che altro non è se non uno specchietto per le allodole, e vuole portare alla luce tutto il marciume nascosto negli anni - non meno colpevole degli altri, in quanto depositaria del più terribile dei segreti. Segreti, appunto. Tre - ma ce ne sono altri disseminati qua e là nella storia - sono quelli intorno ai quali ruota l’intera vicenda e poco importa se il lettore navigato non impiega troppo tempo a scoprirli. Quel che conta è il fatto che i segreti sono un campo minato, pronti ad esplodere da un momento all’altro e, quando ciò accade, la deflagrazione è enorme e, dopo, niente resta uguale. Un dramma familiare, una storia di tradimenti, bugie, viltà e finzione; una vicenda in cui si finisce per dubitare di ogni parola pronunciata da ciascuno dei protagonisti. Una trama intrigante, anche se non originale, che si snoda con un ritmo narrativo un po’ lento e che si perde nel finale, troppo affrettato e, purtroppo, poco credibile.

 


 

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