Tutti i racconti 1927-1930

Tutti i racconti 1927-1930
Un ingegnere viene mandato a preparare il tracciato di un bacino idrico che dovrà essere realizzato tra i boschi a ovest della città di Arkham, in una bizzarra località chiamata dagli abitanti del luogo "landa folgorata". Si tratta di un deserto grigio privo di forme di vita: i vecchi raccontano che tutto è iniziato intorno al 1880, quando un meteorite è caduto nel giardino della fattoria di Nahum Gardner: i professori accorsi dalla Miskatonic University hanno solo potuto constatare che emetteva chiarore e calore, che era fatto di una ignota sostanza malleabile e che tendeva a rimpicciolirsi. Un nucleo simile a un nocciolo si era dissolto appena avevano tentato di intaccarlo, e un temporale aveva cancellato ogni traccia dello strano meteorite. Ma nella stagione successiva il raccolto di Gardner era risultato avvelenato, mentre nei dintroni della fattoria venivano avvistati animali mutati e i membri della famiglia dell'agricoltore iniziavano a mostrare i segni inequivocabili di una violenta follia... Nel Massachussetts centro-settentrionale giace la piccola e solitaria città di Dunwich, un grumo di case perlopiù deserte o in rovina nascosto tra colline buie e boschi profondi: la gente al evita senza sapere perché, forse per via delle antiche leggende su riti sacrileghi in questa zona pepetrati dagli indiani secoli addietro. A Dunwich nasce Wilbur Whateley, dalla madre Lavinia, una solitaria albina, e da padre ignoto. Il nonno di Wilbur ha fama di stregone, e in occasione della nascita del nipotino lo si sente profetizzare: "Un giorno sentirete il figlio di Lavinny chiamare il nome di suo padre su Sentinel Hill!". Il piccolo è straordinariamente precoce, e a quattro anni e mezzo sembra un ragazzo di quindici anni ed è alto più di 2 metri: proprio in quel tempo muore il nonno, e Wilbur inizia a sviluppare una malsana curiosità per il blasfemo libro Necronomicon, che cerca di prendere in prestito dalle biblioteche della maggiori università americane, invano... Le cronache di un'inondazione nel Vermont segnalano ripetuti casi di avvistamento di cadaveri mostruosi - una specie di enormi granchi alati rosa con caratteristiche antropomorfe - nei fiumi: un giornalista indaga e dopo aver scoperto che le leggende della tribù indiana Pennacooks, che abita in quelle zone da tempo immemorabile, raccontano di creature simili che vivrebbero sui monti più remoti e sarebbero in realtà alieni provenienti dall'Orsa Maggiore in missione sulla Terra a caccia di minerali rari, scrive una serie di editoriali dal tono ironico sull'argomento. Poco tempo dopo, riceve una lettera da parte di uno studioso di Antrologia di una cittadina del Vermont che non solo afferma che le mostruose creature esistono, ma che lui stesso ha registrato su un rullo per dittafono le voci di questi esseri misteriosi...
Terzo capitolo della edizione definitiva delle opera di H.P. Lovecraft, arricchito come sempre da racconti scritti in tandem con altri scrittori e frammenti vari. La prosa dello scrittore di Providence si fa più matura, ormai prossima ai vertici dei primi anni '30, e i riferimenti ai miti di Cthulhu sono più compiuti, più articolati, più coordinati. Colpisce la potenzialità cinematografica dei racconti di questo periodo (potenzialità mai veramente sfruttata malgrado le numerose riduzioni per il grande schermo - spesso maldestre - di opere di Lovecraft prodotte negli ultimi decenni) e la ricchezza dei riferimenti geografico-antropologici: dalle pagine di Lovecraft emerge un'America oscura, malsana, buia e antica molto lontana da quella sedimentata nell'immaginario collettivo. Anche solo per questo, imperdibile.

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