Tutto per la patria

Tutto per la patria

Buenos Aires, anni Trenta. L’Argentina è terra desiderata e desiderabile per quelli che fuggono dal fascismo. Come i genitori di Andrés Rivarda, detto Pibe, che passa le notti in fumosi biliardi. “Trent’anni portati male”, per sua stessa ammissione. Un’occhiata a “La Nación” e scopre che Bernabé Ferreyra, l’attaccante più famoso del River Plate e dell’intera Argentina, è scomparso. La notizia passerebbe inosservata se non fosse per l’entusiasmo e la passione con cui l’amico Garrión Ayala gli racconta vita morte e miracoli del calciatore. Ma se Bernabé non torna lui è definitivamente spacciato: chi ripagherà il debito di più di cinquecento peso? Andrés ha già troppi problemi e non intende farsi coinvolgere nelle faccende altrui: è stato licenziato, sua moglie lo ha lasciato e non gli permette di vedere la figlia. Eppure la tentazione di guadagnarsi qualche peso con una scommessa ha la meglio sulla sua apatia. Del resto, sfortunato in amore potrebbe voler dire fortunato al gioco e quella che gli si prospetta davanti sembra davvero un’occasione. Forse don Manuel Cuitiño, vicepresidente del River Plate, può aiutarlo a ritrovare Bernabé Ferreyra. Ad Andrés tocca andare a trovarlo al macello. Un’esperienza che non avrebbe mai voluto fare ma che potrebbe fruttargli un po’ di grana. Da una scomparsa ad un omicidio è un attimo e Andrés si trova in una situazione più grande di lui…

In Argentina la verità è mistificata da una politica corrotta e da giornalisti servi del potere. Martín Caparrós, reporter, conduttore televisivo e radiofonico, scrittore pluripremiato, racconta con maestria il suo paese e la sua storia: attivista durante la dittatura, Caparrós conosce profondamente ciò di cui scrive. E ne fa una ricostruzione storica attenta e irriverente che racconta di tango, di rivoluzione, di circoli letterari e di passione calcistica: l’Argentina ha bisogno di distrarsi dai suoi problemi legati alla crisi economica e il calcio diventa un’ottima via di fuga, una consolazione nella quale immergersi per non pensare. In questo scenario si destreggia Andrés, uno spiantato della vita in cerca (senza troppa fiducia) di un’occasione di svolta. Un inetto che, suo malgrado, finisce per trovarsi continuamente in mezzo ai guai. La penna di Caparrós, intensa e attenta alle profondità dell’anima, lo rende così vero da trasformarlo in un personaggio irresistibile. Colpi di scena e dialoghi scoppiettanti danno un ritmo incalzante al plot e il linguaggio, grazie alla preziosa traduzione di Sara Cavarero, diretto e raffinato trasforma la lettura in un’esperienza piacevole e accattivante. E non si può che appassionarsi alla trama immergendosi nell’intrigo fino a farsi mancare il fiato.



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