Un’estate in Provenza

tardi, ma Fern è ancora al lavoro. La testa ha continuato a pulsarle tutto il giorno; nell’ultima ora, poi, un dolore fortissimo all’occhio destro - che ormai è divenuto familiare - si è fatto insopportabile. Lo sa che lavora davvero troppo e che lo stress è diventato una costante delle sue giornate, ma ci tiene alla sua professione, ci tiene davvero tanto, così come suo marito Aiden, d’altra parte. Il telefono vibra sulla scrivania, facendola sobbalzare. Si sporge in avanti per leggere il nome sullo schermo: è la sorella Hannah. Fern va subito nel panico e la bocca le si secca, mentre tira su il telefono, premendolo contro l’orecchio. Ultimamente Hannah è una costante preoccupazione e, in balia delle sue continue crisi emotive, ne combina una dopo l’altra. Questa volta, tuttavia, il tono della telefonata è completamente diverso. Hannah comunica alla sorella che il biglietto della lotteria, quello che Fern ha acquistato al supermercato il venerdì precedente e che ora è attaccato al frigo di casa sua, è risultato vincente. Quando finalmente arriva a casa, Fern si rende conto di essersi persa una vera e propria festa: l’isola della cucina è disseminata di bicchieri, un assortimento di stuzzichini e due bottiglie di prosecco ormai vuote. La storia della vincita è vera, le conferma Aiden; ora potranno estinguere il mutuo e coprire i debiti della carta di credito. I problemi economici non hanno più ragione d’essere, quindi; tuttavia, Fern è inquieta. Lei e Aiden sono sposati da sette anni e non parlano più del futuro, ma solo di routine quotidiana. Aiden, secondo lei, sta attraversando una specie di burnout, una sorta di esaurimento emotivo, fisico e mentale. I suoi sospetti trovano conferma quando il marito, poco tempo dopo, le rivela che, pur sapendo di essere un uomo perso senza di lei, sente la necessità, per poter ritrovare se stesso, di scoprire chi davvero sia al di fuori della loro relazione. Propone un anno sabbatico, durante il quale ciascuno dei due possa ampliare i propri orizzonti e ricercare la propria individualità, separatamente…

Quando si dice che non si deve mai abbassare la guardia! Fern e Aiden sono una giovane coppia, si conoscono fin da quando erano entrambi molto giovani e sono sposati da sette anni. Sono cresciuti e maturati insieme, hanno cercato di concentrare gran parte delle loro energie nella realizzazione professionale, hanno acquistato casa e acceso un mutuo. Una coppia come tante altre, quindi, cui all’improvviso un colpo di fortuna - una vincita ad una lotteria; non una vincita multimilionaria, ma sufficiente per risolvere un bel po’ di beghe economiche - pare spianare la strada verso il futuro. E invece no, la vita non è mai così semplice: proprio quando pare che non esistano più problemi, ecco che il rapporto tra i due entra in crisi, o meglio, Aiden - pur amando moltissimo la moglie - sente la necessità di riscoprire la propria identità individuale e, per farlo, propone una sorta di “sospensione del matrimonio” per un anno. Lui viaggerà (prima meta Australia) mentre Fern, costretta in qualche modo a subire la scelta del marito, opta per un più tranquillo soggiorno in Provenza, presso il castello di Vernon, luogo incantato che offre rifugio dal trambusto della vita moderna. Qui Fern offrirà volontariamente il suo aiuto nella gestione quotidiana in cambio di lezioni di pittura tenute dal proprietario, uomo affascinante e misterioso. La giovane donna diventa ben presto parte integrante dell’affiatata squadra di artisti che vive a Vernon, mentre la magia del luogo inizia a lavorare su di lei e a permetterle di elaborare la confusione ed i cambiamenti che la scelta - in qualche modo piuttosto egoistica - del marito hanno imposto anche alla sua vita, nonché a farle scoprire il suo vero talento. Una sorta di romanzo di formazione tardiva, in cui tutti i personaggi, ben descritti dalla penna delicata e leggera di Lucy Coleman, contribuiscono al raggiungimento della piena consapevolezza di sé della protagonista, una giovane donna troppo impegnata a ricercare la realizzazione ed il successo - e a compiacere un marito quasi unicamente centrato su se stesso - e troppo poco capace di fermarsi e ascoltarsi. Una storia piuttosto semplice, non originalissima, ma scorrevole e piacevole, consigliata per chi desideri una lettura d’evasione, assolutamente non impegnativa.

 


 

0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER