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Un attimo perfetto

In una casa al mare, una famiglia trascorre ogni estate le sue vacanze. Non hanno niente di speciale, niente che li distingua da chissà quale altra famiglia inglese composta da due genitori e quattro figli di età compresa tra i tredici e i diciotto anni. Ogni anno, quella casa è teatro delle stesse tradizioni dal sapore rassicurante: il torneo di tennis tra i vari membri della famiglia, la Grande Traversata sul mare sul finire della vacanza e nulla più, senza aspettarsi sorprese. Se non che una sorpresa arriva e cambia le carte in tavola: i fratelli Kit e Hugo Godden, figli di una strampalata celebrità, nonché amica di famiglia. Abbandonati a loro stessi dalla madre come fossero un pesante pacco postale, Kit e Hugo sconvolgono del tutto gli equilibri interni alla famiglia. Alcune cose restano com’erano, come la passione sfrenata di Tasmin, sorella della protagonista, per i cavalli, o la curiosità morbosa del fratello più piccolo, Alex, per i pipistrelli. Ma tutto il resto cambia, complice il fascino senza fine di Kit, il maggiore dei fratelli in visita, che finisce per ammaliare la bellissima Mattie, sorella sedicenne della narratrice. È come se tutta la famiglia fosse vittima di un incantesimo il cui artefice è lo stesso Kit, capace di ribaltare la casa color pervinca fin nelle fondamenta…

Un romanzo di formazione coi fiocchi in poco più di 200 pagine: questo è ciò che è riuscita a creare la Rosoff. Una scorrevolezza che si vede pochissimo in giro, complice il fatto che i protagonisti siano così ben caratterizzati tanto che chiunque non faticherebbe a riconoscersi in qualcuno di loro. La protagonista, pur rimanendo senza nome per tutto il romanzo, ha una voce forte e chiara, ironica e piacevolissima, una visione del mondo molto definita nonostante la giovane età. La famiglia è credibile e ha tutti gli elementi per non cadere nello stereotipo, grazie a un fattore apparentemente scontato, ma non sempre presente nei libri: i particolari, le sfumature, le piccole cose. Mattie potrebbe sembrare il prototipo della “bella ma non balla”, ma sul finale esce completamente dal personaggio, anche se la vera sorpresa è Hugo, di poche parole, ma parole chiave. Lo stile non è elaborato né tantomeno strabordante di fronzoli e proprio per questo funziona a meraviglia: il lettore non potrà fare a meno che continuare a leggere, curioso di conoscere l’epilogo di questa stranissima estate. In conclusione, un libro in cui i personaggi crescono e – in alcuni casi – maturano pagina dopo pagina, tra le onde del mare, le cotte estive e una storia semplice, ma assolutamente godibile per chi legge.