Un caso speciale per la ghostwriter

Un caso speciale per la ghostwriter

Vani e Romeo sono insieme in macchina e si stanno lamentando del traffico. Stanno insieme da un paio di mesi e lei di lui già conosce ogni più piccola sfumatura del viso e delle sue espressioni. “D’altra parte – sostiene lei – quando il tuo compagno ha un budget di cento parole al giorno, impari a decifrare anche altri linguaggi”... Nonostante Vani sia la solita ragazza che guarda il mondo con occhi disincantati, non ha ancora smesso di sentire le farfalle nello stomaco per il suo uomo. Ma oggi è di pessimo umore e se la prende anche con una vecchietta di almeno novant’anni che attraversa lentamente la strada. E poi c’è quel ciclista decerebrato e vestito da evidenziatore che ha rischiato di asportare un braccio a un ragazzino fermo al semaforo e tutti i rimbecilliti alla guida che sono infiniti... Il commissario Romeo Berganza è preoccupato di saperla preoccupata per Enrico Fuschi, l’uomo per il quale Vani lavora da nove anni, come ghostwriter, alle Edizioni L’Erica. Da undici giorni Enrico è sparito, da quando cioè il consiglio di amministrazione della casa editrice non ha preso bene una decisione che egli ha preso. Ha rinunciato a un affare milionario e quindi fondamentale per L’Erica, pur di fare un favore a Vani Sarca, fondamentalmente per non distruggerle la vita. Ed è uscito di scena seduta stante, in maniche di camicia, senza chiavi, telefono, giacca e portafogli. Così com’era, insomma, si è allontanato da casa sua sotto gli occhi di Vani e Romeo che da allora non ne hanno più avuto notizia. E sono passati undici lunghi giorni e Vani si sente in colpa: non avrebbe mai creduto Enrico capace di un gesto simile, proprio lei che capisce sempre tutto di tutti, istantaneamente...

Quante cose impara Vani Sarca dalle vicende di questa ultima avventura! Forse deve arrendersi al fatto di avere un cuore, quando guarda ammirata il suo uomo in tutto quello che fa e che propone, soprattutto con tutta “l’agitazione” delle farfalle nello stomaco. Allo stesso tempo si rende conto che è profondamente affezionata al capoccione del suo direttore editoriale, cosa che non avrebbe mai immaginato! Insomma, non smette di nascondersi dietro tutto quel nero di “abbigliamento, trucco e parrucco”, sempre omnicomprensivi di borchie e spunzoni metallici, ma tutto sommato è un nascondersi per proteggere le sue fragilità che non ammetterebbe mai, i suoi buoni sentimenti che ci sono (anche se li occulta forse inconsapevolmente, ma con attenzione), contrariamente all’apparenza e all’eloquenza. Insomma, Vani Sarca non smette mai di sorprenderci e di affascinarci nelle sue citazioni dotte e letterarie, nel suo ricordare ogni genere di particolare che può ricondurre a un libro, riconoscendo al tempo stesso chi, come lei, è dotato di questa “arte”, soprattutto se si chiama Romeo Berganza, di professione commissario di polizia e soprattutto suo convivente. È un libro pieno di prime volte, questo e proprio per tale motivo è anche pieno di grande tenerezza, con tanto di inaspettato colpo di scena finale (per tutta la compagnia che raduna, non certo per l’evento in sé) per il quale non si vede l’ora di leggere il seguito. Ed è quasi scontato pensare, nell’atto di chiudere il libro che... “comunque andrà, sarà un successo!”.



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