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Un colpo al cuore

Sono trascorsi già due anni da quella drammatica perdita che l’ha segnata nel profondo, ed Eva è tormentata soprattutto dal fatto di essere riuscita - ammaccata e distrutta - comunque a sopravvivere. Il dolore rimane, quello non sparirà mai, ma lei ce l’ha fatta a renderlo silente e ad accettare il fatto che la seguirà sempre e ovunque. Questi sono i suoi pensieri mentre corre sulla passeggiata che costeggia il fiume Lagan. Belfast è cambiata molto negli ultimi tempi e si è trasformata, da zona di cantieri e fabbriche, a simbolo di modernità, a cominciare dal suo waterfront a dir poco avveniristico. Eva si ferma un attimo, si appoggia al parapetto e si perde in un tramonto che incendia il cielo dietro i grattacieli del Titanic Quarter. Sta per ricominciare il suo allenamento - ogni giorno la sua tabella le impone dodici chilometri di corsa - quando la musica dei Muse, scelta come suoneria del cellulare, rompe il silenzio che la circonda e la informa che la sua collega, l’ispettrice Mara Rais in forza come lei alla Squadra Mobile di Cagliari, la sta cercando. Dopo i soliti convenevoli di rito, Mara le comunica di aver ricevuto una strana segnalazione: una donna - vittima di abusi sessuali, da bambina, da parte del convivente della madre e appena uscita da un processo, durato oltre quindici anni, contro il suo violentatore, purtroppo rilasciato per prescrizione e altri cavilli tecnici - dopo aver aperto la porta di casa per uscire e recarsi al lavoro, ha visto un sacchetto sullo zerbino. All’interno del sacchetto ha trovato ventotto denti umani. Da un primo esame, continua a spiegare Mara, pare che i denti appartengano alla stessa persona - un uomo - e sembra siano stati estratti uno ad uno. Potrebbe trattarsi del violentatore della donna che, tra l’altro, non risponde né al telefono né al citofono. Proprio per questo motivo la Rais sta per recarsi a casa dell’uomo per effettuare un sopralluogo. Eva ascolta il racconto della collega con attenzione e impiega meno di un attimo a decidere che la sua vacanza in Irlanda può considerarsi conclusa. Andrà subito a fare i biglietti per rientrare in Sardegna e dare supporto alla collega. Intanto, a Milano, il vicequestore Vito Strega - che sta sorseggiando un armagnac seduto sul divano del salotto di casa sua, intento a chiacchierare con la sua gatta Sofia, che lo ignora bellamente - si accorge di un messaggio WhatsApp ricevuto sul cellulare da un numero anonimo. Lo apre e trova il link a quello che sembra un video, dal titolo intrigante: “La Legge sei tu”. Partono le immagini e Strega rimane senza fiato…

Osservare con attenzione la realtà, carpirne gli spunti più interessanti e trasformarli in una storia adrenalinica e appassionante. Questa è la nuova sfida, decisamente vinta, di Piergiorgio Pulixi - scrittore sardo, membro del collettivo Mama Sabot creato da Massimo Carlotto, i cui lavori sono particolarmente apprezzati per lo stile narrativo estremamente curato e ricco di continui riferimenti letterari (e, nel caso di quest’ultimo lavoro, musicali, visto che Un colpo al cuore è anche il titolo di una canzone di Mina) - che riporta in libreria le due investigatrici Eva Croce e Mara Rais, già protagoniste del romanzo L’isola delle anime, premio Scerbanenco 2019, cui viene affiancato il criminologo Vito Strega, già incontrato dai lettori di Pulixi ne Il canto degli innocenti, pubblicato nel 2015, e La scelta del buio del 2017. Il rapporto tra Marta ed Eva, una coppia di donne argute e sagaci dotate di un notevole acume investigativo, ha subito un’evoluzione: tra le due donne c’è maggiore stima e l’embrione di quella che potrebbe diventare una solida amicizia. Le accomuna una certa irrequietezza che nasconde più d’una fragilità. L’arrivo di Vito Strega, personaggio ingombrante (e non solo in senso figurato), dalla forte leadership, ma fondamentalmente solo - se si esclude il piuttosto burrascoso rapporto d’amore che lo lega alla gatta Sofia -, rompe gli equilibri, ma non c’è tempo da perdere. I tre devono annusarsi, riconoscersi e fare squadra, perché c’è un assassino (e forse più di uno) freddo e calcolatore da catturare. Si tratta di una mente spietata il cui obiettivo non è solo quello di rapire, torturare ed uccidere, ma di ergersi a vero strumento di giustizia in un gioco al rialzo sempre più macabro e pericoloso. Giustizia e informazione: questi i temi, spinosi e attualissimi, che sottendono una trama ben articolata e ricca, come al solito, di colpi di scena. Al centro della vicenda c’è una feroce critica al sistema giudiziario in ogni sua accezione e, a questo proposito, lo stesso Pulixi ha dichiarato: “… nella società attuale la disistima nel sistema giudiziario sia nell’esercizio amministrativo che penale era il classico elefante nella stanza che non riesci a vedere. Ecco io volevo vederlo e raccontare, così è nata l’idea di questo tema collegandolo a questi sentimenti negativi di odio e di rancore che attraversano in modo violento la nostra società, innescato da un utilizzo smodato e deleterio dei social network”. Con un linguaggio attento come sempre ai diversi registri linguistici e capace di conferire voce propria a ciascuno dei personaggi della vicenda, Pulixi guida il lettore tra la Sardegna e Milano, in un continuo gioco di differenze tra la bellezza aspra dell’isola e il senso di estraneità della giungla metropolitana. Ennesimo bersaglio centrato, quindi, per un narratore capace di offrire ogni volta storie avvincenti, in cui momenti ad alta tensione si intrecciano armonicamente con altri più distesi, creando pagine che si ha voglia di leggere ancora e ancora.