Un delitto in Gabon

È una mattina particolarmente torrida a Libreville, Gabon. Il commissario Bédavent e il suo assistente indigeno Hi, ricevono la visita di un uomo molto grasso infagottato in un completo di lino bianco. È il signor Stil, proprietario dell’agenzia commerciale più avviata del luogo. Un uomo arricchitosi con il commercio e con il prestito di grosse somme di denaro, che ha rovinato parecchie persone, tra cui il taglialegna Grand Louis, ormai ridotto ad un relitto umano. Per giunta Stil è sposato con la bella Charlotte, giovane e tutt’altro che fedele. Il grassone è già stato vittima di tre attentati, ma i colpi esplosi non lo hanno colpito. Molti, tra indigeni e coloni, sarebbero contenti di vederlo morto, quelli finiti sul lastrico per colpa sua e quelli che sperano di avvicinarsi alla mogliettina. Il dottor Chauvin, amico di Still e amante di Charlotte, potrebbe essere uno di questi? O anche lui è una vittima designata?...Sono le cinque del mattino quando l’ispettore Nordley riceve una telefonata da uno dei direttori di Scotland Yard. Deve imbarcarsi subito sull’aereo diretto a Città del Capo, rotta “linea del deserto”. Secondo informazioni reperite dalla polizia internazionale, su quel volo dovrebbe esserci il Professore, un criminale ricercato da tempo, autore di colpi famosi, come i gioielli di Lady Aster, i sacchi postali di Croydon, la cassaforte di Monte Carlo e per ultimo la Banca di Bruxelles. Insonnolito, Nordley esegue l’ordine impartito. A bordo del velivolo, scopre con sorpresa che la passeggera alla sua sinistra è Miss Diana Hopkins, la ragazza di cui è innamorato e con cui la sera precedente ha ballato fino a tarda notte. Lei viaggia in compagnia di un anziano signore di cui sembra prendersi cura, Arthur Bennet. Pur non avendo contezza dei connotati fisici del ricercato, Nordley, durante un atterraggio forzato a causa di un guasto all’aereo, riesce a smascherare il fantomatico Professore…

Un delitto in Gabon fa parte dei cinque “racconti esotici”, scritti da Simenon a La Rochelle nel 1938 e apparsi sul periodico “Police-Roman” tra il 1938 e il 1939. Unitamente a La linea del deserto viene pubblicato nel secondo volume di Microgrammi, la nuova e appena nata collana digitale di Adelphi. Si tratta di due brevi racconti polizieschi, narrati secondo lo stile caratteristico di Simenon, asciutto e privo di ridondanze stilistiche. L’intreccio narrativo di entrambe le storie ruota attorno a due elementi fondamentali. C’è un poliziotto, la cui personalità è descritta nelle linee essenziali ma con una tale efficacia da rendere bene l’idea della tipologia di uomo, che nell’adempimento del proprio dovere deve acciuffare un mascalzone. E alla base della trama una vicenda dal sapore aspro, che lascia riflettere sulle bassezze umane, sulla scarsa morale di molti uomini. Stil è consapevole dei tradimenti della moglie Charlotte, ma lascia correre perché si tratta di amanti che possono tornargli utili, fanno parte dei suoi affari. Ma non così con Chauvin, l’amante gratuito, colui che potrebbe portargli via la moglie. E ancora il Professore, grande ladro e truffatore, schiavo della bella vita e del denaro. Non mancano le figure femminili, che non si riducono ad orpelli della narrazione ma rivestono un ruolo importante nello svolgimento della trama. Charlotte definisce la figura spregevole di Stil, così come Miss Diana contribuisce a delineare i confini della personalità di Nordley, scapolo trentacinquenne, alla larga dai legami sentimentali fin quando non la conosce in un lussuoso albergo, innamorandosene. Sebbene sviluppata in poche pagine, l’inesauribile invenzione narrativa dell’autore colpisce chi legge e il finale dei racconti è sempre a sorpresa. Certamente Georges Simenon non va ricordato solamente per essere il creatore del commissario Maigret.

 


 

0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER