Un Edipo stalinista

La scoperta di un unico libro di diritto penale messicano (Derecho penal mexicano: parte general) nella biblioteca di Sigmund Freud, unico perché non ci sono altri libri di autori messicani e perché non ci sono altri libri di diritto nella biblioteca del padre della psicoanalisi mondiale, è un avvenimento alquanto straordinario che necessita qualche supplemento di indagine. In effetti l’autore, Raul Carranca y Trujillo, si rivela essere un giudice messicano, appunto, che, attraverso una serie di saggi partiti dalle teorie di Freud prima e numerose sperimentazioni processuali poi, ha provato ad applicare i principi della psicoanalisi all’attività forense. La sperimentazione interessò ed incuriosì lo stesso padre della psicoanalisi, che però non ebbe mai modo di incontrare direttamente lo “psicanalista selvaggio” nel corso della sua vita pur avendo manifestato l’approvazione per quelle ricerche non propriamente ortodosse. Dall’altra parte Carranca ebbe la fortuna di imbattersi in uno dei processi più eclatanti della prima metà del ‘900 in Messico, quello a Ramon Mercader alias Frank Jacson alias Jacques Mornard, reo di aver assassinato nell’agosto del 1940 l’esule Lev Davidovic Trockij, espulso dal partito comunista sovietico per la sua dura opposizione a Josif Stalin. Dopo più di 900 ore di psicoanalisi il giudice emanò la sua sentenza, che riconosceva la colpevolezza di Ramon Mercader, un “Edipo” plagiato dalla madre Caridad, amante di Leonid Eitingon, sicario del “padre” Stalin…

Il saggio-romanzo di Rubén Gallo, professore dell’Università di Princeton, ci immerge nella ricostruzione minuziosa e particolare di una storia ignorata dai grandi manuali, che si tinge delle atmosfere delle spy-stories con personaggi incredibili come Max e Leonid Eitingon, il primo psicoanalista ebreo freudiano, di origine bielorussa, imparentato in qualche modo con il secondo, Leonid, invece agente segreto di fiducia di Stalin. Queste due figure, che hanno fatto pensare anche alla possibilità di un’implicazione indiretta di Freud nell’affaire Trockij, sono l’architrave dell’intero complotto, architettato in più anni ed in più paesi, fra ebrei, marxisti, spie, morti e psicoanalisi.E proprio la psicoanalisi è il filo conduttore che lega anche Trockij ai suoi carnefici: grande lettore di Freud, l’esule russo - a differenza del giudice messicano - cercava, trovandolo possibile, di fornire una base psicanalitica al marxismo. Ma la storia va anche oltre il testo stesso. Lo stesso Mercader, fratello dell’attrice Maria Mercader, moglie di Vittorio e madre di Christian De Sica, insignito della medaglia al valore da Stalin poi revocata da Nikita Cruscev, morì a L’Avana, patria della madre Caridad, probabilmente ucciso dalle radiazioni di un orologio regalatogli da alcuni amici russi. Si tratta di un saggio breve, perché fortemente intenso, stratificato, mai banale né tecnico, frutto di una ricerca appassionata capace di fondere più piani e più interessi in poche pagine. Consiglio di leggere la bella introduzione di Luciana Castellina soltanto dopo aver letto il testo di Gallo: aiuterà a riannodare tutte le allusioni contenute nel libro e ad allargare la cornice storica anche a fatti avvenuti prima ed agli effetti inevitabili del dopo. Avvincente.

 


 

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