Un lavoro sporco

Un lavoro sporco
Charlie, proprietario di un negozio di oggetti usati a San Francisco, perde la moglie nello stesso momento in cui diventa padre. Quando Rachel da' alla luce la piccola Sophie, Charlie vede accanto al letto d’ospedale un uomo altissimo vestito di verde smeraldo e qualche secondo dopo si ritrova vedovo. Subito dopo strani eventi iniziano a costellare la sua esistenza: molti degli oggetti esposti nel suo negozio diventano rossi come cuori pulsanti ed emettono bagliori luminosi che solo lui sembra poter vedere, si ritrova in casa due cani infernali di dimensioni spropositate attaccati alle chiappe della figlioletta quasi fossero due guardie del corpo. Si cibano di qualsiasi cosa, vanno pazzi per i croccantini al formaggio ed ingurgitano litrate di bagnoschiuma. Strane voci risalgono i tombini delle fognature della città e lo seguono, lo perseguitano appellandolo Carne Giovane: sono le Morrigan, incarnazione terrificante di un'ancestrale divinità celtica. Mr.Asher sta impazzendo o c’è qualcosa che deve sapere? Charlie scopre di essere un Mercante di Morte: il suo compito è quello di recuperare, insieme ad altri concittadini votati allo stesso lavoro, i vascelli di anime, oggetti che racchiudono le anime di persone defunte e che devono essere recuperati affinché le forze dell’Oltretomba restino al loro posto e non prendano il sopravvento sul mondo degli umani. È uno sporco lavoro ma qualcuno deve pur farlo! È da questi presupposti che si susseguono eventi allucinanti, strambi, assolutamente inverosimili in cui fantasia e realtà si fondono magnificamente e sentimentalismi e cinica ironia vanno a braccetto allegramente, tra una morte e un soffio d’amore, tra incredulità e umorismo più nero del nero a far affiorare risate soffocate tra le pagine...
Cosa fa di questo libro un successo? Potrei dirvi... tutto. È un romanzo originale, un grande contenitore che raccoglie idee, generi e sfumature di ogni genere e sorta. C’è il mistero, il tema del Bene contro il Male, l’amore, la morte, la difficoltà di separarci dai nostri cari, il mondo dell’assurdo che diviene invece più che reale, c’è la varietà umana che ci insegna che non siamo tutti uguali eppure viaggiamo tutti sulla stessa barca, ci sono personaggi che diventano macchiette, icone, creazioni di una fantasia vivida. C’è il sesso che è una barzelletta anche quando è venato di patologia, ci sono i dialoghi tra Sophie e suo padre che muovono quasi alla lacrima felice nella loro estrema naturalezza, c’è Menta Fresca, fedele amico che compare quando meno ce lo aspettiamo, c’è una monaca buddista grazie alla quale Charlie ritroverà l’amore, ci sono scoiattoli vestiti da capo a piedi che scorrazzano per la città e tra le fogne sotterranee. Lo stile è frizzante, sagace, la narrazione fila veloce, spacca, fa esplodere tutto, è come una bottiglia di Coca-Cola agitata per mezz’ora o come un magnum di champagne shakerato e poi stappato. Fuochi d’artificio e coriandoli, colore ed oscurità. Vita anche quando sopraggiunge la fine a velare i nostri occhi. Un mix troppo sapiente per poter essere evitato. E se non lo volete voi, vi verrà probabilmente a cercare mentre dormite sereni e ancora non sapete che...

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