Salta al contenuto principale

A un millimetro di cuore

A un millimetro di cuore

Meg vive a Londra. Si è trasferita all’improvviso per amore, per Demian. La ragione è stata la sua solita paura della solitudine che, come sempre, coincide con la sua paura di amare. Meg si chiede sempre come sia possibile vivere costantemente in questa dicotomia e se lo chiede ancora di più adesso che la sua casa è vuota. Sì, perché Demian è sparito lasciandole solo un messaggio: “Mi dispiace...”. Non una parola in più, non una in meno. Due parole che lasciano spazio a qualsiasi interpretazione. E Meg è molto brava a immaginarne decine contemporaneamente. Ha sempre pensato che Demian fosse l’uomo della sua vita, sin dal loro primo incontro in ospedale, quando aveva scoperto che l’uomo dei suoi sogni, George, quello che la veniva a trovare ogni notte nel suo dormiveglia, fosse proprio identico a uno dei personaggi dei libri di Demian. Dopo due anni di amore viscerale, di alti e bassi, di incomprensioni e allontanamenti, Demian non c’è più. Rimangono solo i suoi scritti a parlare per lui e a colmare il silenzio e il vuoto che Meg avverte intorno a sé, in quella casa. Si chiede cosa farà adesso. Forse è giunto il momento di fare i conti con se stessa...

Meg, Demian, George. Sono i tre protagonisti del nuovo libro di Massimo Bisotti. L’unica in carne e ossa è Meg, con tutti i suoi disagi, i suoi squilibri interiori e la necessità di farci pace. Demian, l’uomo con cui ha vissuto per due anni, è andato via senza lasciare traccia. In effetti la presenza di questo personaggio nelle pagine di Bisotti si mantiene eterea, immaginaria, come se fosse solo un ricordo che aleggia qua e là, continuando tuttavia a influenzare l’equilibrio precario di Meg. George è invece un sogno, l’uomo ideale, e come tale non esiste se non nelle pagine de La luna blu, il romanzo di Demian. A un millimetro dal cuore, pur rappresentando una storia autoconclusiva, richiama e da seguito al filo narrativo di un precedente romanzo di Bisotti, La luna blu. Il percorso inverso dei sogni. La protagonista è sempre Meg, letteralmente ossessionata da George, l’uomo dei suoi sogni (in tutti i sensi). Anche nel suo ultimo romanzo Bisotti presta la sua scrittura ai pensieri di una donna problematica, piena di insicurezze e costantemente in bilico tra il terrore di rimanere da sola e l’estrema paura dell’amore, o meglio, di soffrire per amore. Quella che però dovrebbe essere un’analisi interiore alla ricerca di quella stabilità che manca, si mantiene tuttavia su un livello poco profondo, influenzato dalle incursioni e dalle vicende che nei ricordi e nel presente di Meg continuano a susseguirsi. E ne segnano l’azione piuttosto che l’introspezione. Invece è proprio quando ci si ferma, da soli e con la mente completamente svuotata dai suoi artifici, che è possibile scardinare certi schemi, mettersi a nudo di fronte a se stessi e affacciarsi con curiosità e apertura alla bellezza del presente.