Un padre

Un padre
Alberto e Regina vivono in Spagna, lui lavora in una finanziaria, lei restaura mobili antichi. Conducono una serena esistenza borghese, allietata dal piccolo Leon, il loro bambino di due anni. Il padre di Alberto giace da mesi sul letto di una clinica, ormai privo di conoscenza. Quelle visite sono causa di sofferenza per Alberto, che rimpiange di non avere mai avuto dal padre le attenzioni che avrebbe voluto da bambino. Spesso, quando gli infermieri lasciano la stanza, abbraccia l'anziano, solleva una delle sue mani inerti e se la posa sulla testa, nel disperato bisogno di avvertire un po’ di consolazione. Sarà per questo che Alberto cerca di essere così presente nella vita di suo figlio. Adora guardarlo giocare, registrarne tutti i piccoli e grandi progressi quotidiani. Lui e Regina sono davvero fortunati ad avere un bambino come Leon. Un pomeriggio, mentre sono in campagna da amici, Leon scompare. Lo cercano nei pressi del fiume ma non riescono a trovarlo. Pensando che il bambino possa essere tornato a casa da solo, tutti corrono verso l’abitazione, dove scoprono che è appena scoppiato un incendio. La madre si mette a urlare, Alberto fa per entrare ma il fumo e le fiamme glielo impediscono. E se il bambino fosse lì dentro? Mentre se ne sta impietrito dal terrore, un uomo gli passa accanto, entra nell’abitazione sfidando il fuoco e, pochi minuti dopo, ne esce con il piccolo Leon fra le braccia, sano e salvo. Solo dopo avere trascorso una notte in ospedale ed essersi accertati che il figlio è fuori pericolo, ripresisi dallo shock, Alberto e Regina chiedono notizie del salvatore e vengono a sapere che l’uomo è ricoverato in quello stesso ospedale, con ustioni di terzo grado e il volto sfigurato dal fuoco. Alberto scoprirà che quell’uomo coraggioso, Piotr Kubiak, è un extracomunitario senza permesso di soggiorno e bisognoso di lavoro. Alberto sentirà crescere un profondo senso di riconoscenza verso Kubiak e farà di tutto per aiutarlo, ma l’uomo si rivelerà un elemento distruttivo nella vita di Alberto, capace di sconvolgergli l’esistenza…
Ogni tanto avviene questo bel miracolo di incontrare libri che ti tengono incollato fino all’ultima pagina come fossero un thriller e che, invece, thriller non sono. A meno che certe riflessioni profonde, certe indagini psicologiche nei risvolti più segreti dell’animo umano non siano trattate con perizia tale da lasciare il lettore senza fiato, come se fosse alle prese con un intricato mistero. E non c’è mistero più affascinante di quegli eventi, piccoli e grandi, dal battito d’ali di una farfalla alla forza dirompente di un tornado, capaci – attraverso la misteriosa concatenazione di cause ed effetti – di provocare sconvolgimenti totali in una singola vita. Chi è davvero Piotr Kubiak, un Salvatore o un Angelo Sterminatore? La risposta a questa domanda non ha tanta importanza. Ciò che conta è l’effetto che questo misterioso polacco ha nella vita di Alberto Durrio, che è costretto a fare i conti col suo ruolo di padre e di figlio, che vede l’amore e l’attenzione di sua moglie scivolargli via fra le dita, irrimediabilmente. Un romanzo bellissimo e dolente, scritto con i toni ammalianti dello scrittore puro. Pedro Ugarte è uno degli autori più importanti della letteratura basca e con questo romanzo si è aggiudicato nel 2004 il Premio Lengua de Trapo, assegnatogli da importanti scrittori come Almudena Grandes e Rafael Reig. Una storia che vi farà tremare, perché, leggendola, scoprirete che l’amore non basta per essere felici.

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