Un problema per Mac

Un problema per Mac

Da quando è rimasto senza lavoro, Mac, ex imprenditore nel settore edilizio, decide di sfruttare la sua passione di lettore onnivoro e scrivere un romanzo. Ma non deve essere un romanzo come tanti altri, deve essere un falso: “che possa sembrare postumo e incompiuto mentre in realtà sarebbe del tutto concluso”. Si tratta di scrivere un testo postumo e incompiuto che diventerebbe tale soltanto dopo la sua morte prematura, cosa che però non lo intriga e perciò lo esclude. Comincia a raccogliere allora riflessioni, sogni, divagazioni che annota nel suo Whoroscope, il Puttanoroscopo tenuto sul giornale da Peggy Day, una sua ex. Finalmente un giorno sembra arrivare la svolta: incontra per caso il suo vicino di casa, lo scrittore Ander Sánchez, a cui decide di sottrarre un romanzo contenente “momenti frastornanti” dettati da un probabile stato etilico dell’autore, con l’unico scopo di completarlo, di ridargli vita sotto altre spoglie. Si accorge fin da subito che si tratta di un’impresa complessa, ma allo stesso tempo di una sfida avvincente: il testo si intitola Un problema per Walter, narra le storie sgangherate di un ventriloquo assassino che perde la voce e fugge per non essere catturato. In questa nuova dimensione Mac può esprimere la sua vera natura, che non è quella dello scrittore, bensì del ‘falsificatore’, del mistificatore, di colui che riscrive e rigenera...

Se guardiamo anche di sfuggita la bibliografia di Enrique Vila-Matas ci accorgiamo che la sua produzione - o se si preferisce una parte cospicua della sua produzione - è dettata dalla necessità di correggere, se non riscrivere, temi e romanzi noti al grande pubblico. Si afferma l’idea di una scrittura per approssimazione e per continui tentativi dinamici di raccontarci e rappresentarci tutta la complessità di storie solo apparentemente lineari. Questo accade a Mac, protagonista del romanzo Un problema per Mac, che oltre ad avere dunque una buona dose di autobiografismo, si fa apprezzare per la sua capacità di ragionare ad alta voce col lettore del senso e della forma non solo del romanzo, ma della letteratura, incapace di portare reali novità, ma affascinante perché permette riscritture continue di uno stesso tema. Così in Dublinesque Vila-Matas riscrive l’Ulisse di James Joyce, in Un’aria da Dylan riscrive l’Amleto, in Dottor Pasavento riscrive la storia di Robert Walser. Lo stesso gioco di specchi è applicato sulla sua stessa produzione: Un problema per Mac è un rifacimento di Una casa per sempre, del 1986, che ha per protagonista proprio lo scrittore Ander Sánchez, altro alter ego di Vila-Matas, come lo è lo stesso Mac, che racconta la storia di un ventriloquo, alla stregua di Thomas Bernhard. Nel romanzo apprezziamo anche la stratificazione di stili, di capitoli in sé autonomi e ammiccanti ora ad Hemingway, ora a Borges, massimo maestro delle finzioni. La lettura di Vila-Matas è tanto più difficile quanto ci sembrano le sue storie immediate, perché dietro ad una narrazione quasi scherzosa e affabulatoria si nasconde una stratificazione di contenuti e di idee che si chiariscono lentamente nella mente del lettore, letteralmente rapito dalla narrazione stessa.



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