Un uomo migliore

Due anime distinte in aperta contraddizione, apparentemente senza alcun punto comune ma che col tempo riscoprono una certa affinità e necessità l’una dell’altra. Mukundan ha raggiunto la pensione e di conseguenza si trova costretto a fare ritorno al villaggio di Kaikurussi, nella casa dove è cresciuto. Un luogo infestato dai fantasmi del passato, in particolare quello della madre che lo accusa di non averla saputa salvare dal padre tiranno. Un rapporto che nel corso degli anni non è mutato: nonostante Mukundan sia oramai un uomo adulto, non riesce a contrastare il padre, sentendosi nuovamente il bambino in lacrime di un tempo. Lo stesso che non è riuscito a far valere le proprie ragioni, che ha lasciato sfiorire la propria creatività e i propri sogni. Bhasi il pittore invece si presenta come una persona che ha raggiunto l’equilibrio e la pace, interpreta un ruolo che ha scelto per sé, quello di umile imbianchino. Tutti i giorni si veste con gli stessi abiti e cala sul proprio volto una maschera. Un’identità fittizia che sfrutta per avvicinarsi alle persone e toccare la loro anima: sin da subito intuisce che Mukundan sarà il suo capolavoro indiscusso. Questo stesso uomo nasconde delle ferite profonde, risalenti ai suoi trascorsi come professore universitario, periodo di massime speranze e aspirazioni, dove si era scoperto innamorato di una sua brillante allieva per poi finire disilluso e umiliato…

Anita Nair scrive e racconta attraverso immagini e sensazioni, salti tra presente e passato, ma anche tra gli stessi protagonisti, sia le due figure centrali che le altre personalità evocate. Il paese ci viene presentato tramite le storie di coloro che lo vivono, dei loro sogni infranti, delle loro invidie e aspirazioni. Una scrittura scorrevole, un ritmo travolgente che ci aiuta a perderci nelle strade trafficate dell’India, gli odori delle spezie, i rumori. Tutte realtà che ci risultano facilmente percepibili proprio grazie al calore, al senso di confidenza, che ci viene trasmesso dalla stessa autrice. Un affetto pari a quello di una madre che ci introduce ai propri figli, riconoscendone pregi e difetti, luci ed ombre. Altra componente essenziale della sua letteratura, l’evoluzione, l’introspezione personale, una consapevolezza che matura col tempo grazie al pensiero e alle difficoltà cui ci sottopone la vita.

 


 

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