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Una donna quasi perfetta

Una donna quasi perfetta

Chi è la donna che osserva da lontano Simon Beaufort e Gillian Selkirk? Il sospetto iniziale è che possa essere la moglie Flora, che l’amante non conosce personalmente. Si sono lasciati un po’ andare, mano nella mano, con quella intimità così tipica di chi si ama. Per fortuna lui riesce a vederla da uno specchio sulla parete. Porta un cappello nero che le copre il volto, ma lui riesce a capire che non è Flora, bensì Lydia Faraday. “E chi sarebbe esattamente Lydia Faraday?”, chiede Gillian, come reazione al fatto che la donna sia stata comunque definita “un guaio” dal suo amante, forse anche più della moglie. Simon ripensa che con Flora i problemi cominciano dopo qualche anno di matrimonio e tre figli, per via della religione. Egli, infatti, bolla il papa, le festività, le statuine di Maria Vergine che si illuminano dall’interno e tutto il resto come “roba pacchiana” che non può trovar spazio a casa sua. Invita la moglie a diventare anglicana, come ha fatto nel momento del loro matrimonio. Così Flora per non sentirlo parlare a vanvera tira fuori la Madonnina con la luce interna e prega tutto il giorno quando lui non c’è e la fa sparire non appena il marito rientra. Succede quando non riesce a portare la famiglia in vacanza che entra in gioco Lydia Faraday. Simon non la sopporta perché, secondo lui, fa credere di essere povera e non lo è affatto e cerca sempre di attirare l’attenzione con quel suo modo di agghindarsi con così tante cianfrusaglie. E poi, ormai ha perso tutti i treni per trovare qualcuno che se la sposi...

Difficile dire di un romanzo senza troppi colpi di scena, lineare, quasi tranquillo, con vite da manuale, almeno apparentemente. Di certo molto di più si può fare con le personalità che lo popolano. Non tantissime, anzi decisamente poche: alla fine sono solo quattro le persone descritte con dovizia di particolari, tre donne e un uomo, ma se per quest’ultimo si possono usare tutti gli aggettivi possibili che “fanno rima” con scorretto - sotto tutti i punti di vista - ben più complesse sono le tre donne, ovvero la moglie, l’amante e l’amica della moglie. Quale delle tre è una donna perfetta? Nessuna delle tre e forse tutte e tre, ognuna a modo suo. Di certo sanno perfettamente quello che vorrebbero fare ed essere, ma si fanno prendere la mano da altro. Altro, come possono essere le convenzioni, l’idea di farsi una famiglia, di avere figli, di perseguire la propria carriera, soprattutto per avere abbastanza soldi per... No, alla fine non ci sono donne perfette, ma di certo, a differenza degli uomini (almeno di quello citato) sono donne che riescono a capire quello che vogliono e che cosa impedisce loro di raggiungerlo, non si nascondono dietro un dito, né tantomeno si buttano nelle avventure tanto per fare, per quel momento di debolezza in cui non si è in grado di pensare (come ha fatto Simon, incontrando Gillian e lasciandosi andare all’avventura senza pensare di avere già una famiglia, senza pensare all’amante, con un’unica convinzione: la non volontà di rinunciare a moglie e figli, in una sorta, quindi, di scelta - non - scelta). Troppo comodo per questa tipologia di uomini, troppo sottomesse le donne alla famiglia, in nome della quale si abbandonano i sogni e si accettano anche certe coscienze messe a tacere con un mazzo di gardenie.