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Una goccia di tenebra

Anno 2078. Per l’Italia si tratta del periodo della Quarta Repubblica, a capo del Ministero della Fede c’è Aspromonte, la cui legge omonima vieta i culti religiosi, fatto che ha portato alla scomparsa della Chiesa e del Vaticano. Italo torna a casa con una brutta notizia: è stato trasferito, il Ministero dei Trasporti non aveva più bisogno di lui, così è stato “ricollocato” dove le sue capacità possono esprimersi al meglio. Già, ma come dirlo a Gemma? D’altra parte era stata sua l’idea, lei lo aveva convinto a compilare il bando. Italo non lo riteneva un lavoro adatto a lui. Avrebbe voluto fare l’insegnante, ora che fare l’insegnante voleva dire essere il perno dell’apparato: non più colloqui insegnanti genitori, ma convocazioni dell’Unione Educatori Italiani: ed erano guai per i genitori che venivano convocati. Gemma, invece, da agente immobiliare di successo, tiene in piedi le finanze della coppia. Un matrimonio in crisi, poca stima reciproca, e poi la notizia del trasferimento. Dario si pensa “sciacallo” alla fine di una giornata impegnata a gestire esportazioni di facciata e nascosti contrabbandi di opere sacre. E poi c’è Don Pietro, uno degli ultimi baluardi a difesa della sua chiesa, che si reca al Ministero della Fede per difendere le sue ragioni…

In questo affresco fantapolitico – e dunque non molto lontano dalle corde dell’attualità – i dissidi religiosi e politici, le controversie, le guerre: tutto è stato risolto con un governo fortemente accentrante, con monolitici e spogli Ministeri e una politica volta a imporre rigidità e sicurezza di forza-lavoro. Una goccia di tenebra è l’opera prima di Matteo Moretti, romanzo distopico che va a immaginare un’estrema configurazione tecnicista governativa che è arrivata a eliminare la Chiesa dal suolo italiano, che ha imposto un forte controllo su ogni attività, imbavagliando così ogni possibilità di espressione potenzialmente pericolosa. Mantenendo una facciata pulita anche se scarna. E qui dentro si muove il fragile impiegatizio Italo, che aspira a qualcosa di più di quello che ha, che si sente di svolgere un lungo lavoro inutile nel sistema delle cose, e che improvvisamente si trova vicino al Ministro della Fede, e quindi a dover gestire dall’interno uno dei principali centri di potere della Nuova Repubblica. E allora cosa sente, Italo? Dove si muove Gemma? Cosa difende Don Pietro? Si parla di un impero o di una semplice nazione?