Una nobile donna

Una nobile donna

Campagna inglese, 24 novembre 1690. A Wildairs Hall è in corso una battuta di caccia. Tra i latrati incessanti dei cani e lo scalpiccio dei cavalli risuonano le battute indecenti di Sir Jeoffry Wildairs, padrone della tenuta, e dei suoi ospiti, notoriamente inclini alle scelleratezze e reduci da una lunga nottata di bagordi. Il rubicondo sir Jeoffry freme di rabbia: nota infatti avvicinarsi l’odiata “Madre Rigurgito” – così l’uomo ha soprannominato la nutrice al servizio della moglie. La donna lo informa della nascita della sua ultima figlia, la nona, e gli riferisce che Milady vorrebbe vederlo. Sir Jeoffry si rifiuta categoricamente di incontrare la moglie e di riconoscere l’ennesima delusione “dal volto itterico”, destinata a far la fine delle altre creature messe al mondo da sua moglie, nate immancabilmente deboli e morte una dopo l’altra. Nel frattempo, in una delle stanze al piano superiore, la moglie di sir Jeoffry giace rannicchiata nel letto a baldacchino con la neonata accanto. Sola e ormai ben lontana dall’avvenenza della gioventù, sfiorita una gravidanza dopo l’altra, ha la certezza che per lei sia arrivata la fine. Contempla tristemente la figlia che dorme al suo fianco. Un’altra donna, un’altra di quelle “misere cose (...) da baciare giusto un’ora” e poi abbandonare a se stesse. E tuttavia questa bambina non sembra come le altre. Sarà bella e forte, e questa sarà la sua rovina. Crescerà senza madre, la povera creatura, e sarà condannata a subire solo il male. In un ultimo gesto di pietà, il corpo tremante, la donna posa la mano sulla bocca della neonata. La piccola inizia a dibattersi e a strillare con una forza straordinaria, riuscendo a liberarsi dalla presa materna. Mentre Milady esala l’ultimo respiro, inizia la lotta per l’esistenza di una creatura “nata per combattere”...

Comprendiamo subito, dal primo straordinario atto della sua vita, che miss Clorinda Wildairs sarà diversa dalle sue sfortunate sorelle, che sarà una vera combattente. E non rimarremo delusi da ciò che segue, anzi. Bellissima, rabbiosa e volitiva, dotata di un’eleganza e di un carisma eccezionali, brillante, imperiosa, sprezzante, intraprendente, decisa a non rassegnarsi ad un destino che la vorrebbe legata alle imposizioni sociali – una donna, e dunque volubile, sottomessa, implorante – Clorinda sfiderà il Fato avverso e diverrà unica artefice della propria sorte. Conoscerà la sofferenza e la impugnerà come un’arma, vivrà l’amore ma secondo le condizioni da lei stessa dettate (la Burnett le farà dire: “Io sono la mia legge”). La sua crescita sarà costante e virtuosa, la sua vita condotta con lealtà, coraggio e determinazione. Al pari dei personaggi che la circondano – personaggi vividamente raffigurati, come la dolcissima, fragile sorella Anne, che saranno determinanti per l’evoluzione di Clorinda – il lettore non potrà dirsi immune al fascino unico di miss Clo, se solo si lascerà trascinare dal registro corposo e drammatico, “sentimentale” alla massima potenza ma perfettamente consono all’intensità di miss Wildairs. Considerato dalla stessa Frances Hodgson Burnett, come ricorda Viviana Cerqua nella Prefazione, il suo miglior romanzo, Una nobile donna rappresenta una svolta nella prolifica produzione della scrittrice e drammaturga britannica, un deciso scarto dalle sue opere più note – gli immortali classici per l’infanzia Il piccolo Lord, La piccola principessa e Il giardino segreto – e diverrà poi anche una rappresentazione teatrale di grande successo. Difficile non intravedere tra le righe qualità riscontrabili nella stessa Burnett: donna forte, responsabile – iniziò la sua carriera di scrittrice all’età di diciassette anni per far fronte alle difficoltà economiche in cui versava la famiglia a seguito della morte del padre –, indipendente, instancabile artefice del proprio successo. La Burnett ci consegna un personaggio unico e per l’epoca (il romanzo risale al 1896) estremamente rivoluzionario, che prepotente esce dalle pagine, scombina i tradizionali schemi sociali e può, nondimeno, far riflettere su certi pregiudizi ancora vivi nella società contemporanea. Una protagonista che fa davvero la differenza, miss Clo, una vera lady of quality (il titolo originale del romanzo) che rende questo Una nobile donna una vera, inaspettata sorpresa.



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