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Una sfilata rosso sangue

Una sfilata rosso sangue

Clara è sull’Intercity Genova Principe/Milano Centrale partito alle ore 7.21, diretta alla settimana della moda. Con indosso occhiali da sole Chanel e griffata Apollonia C., sembra una diva del cinema: le abbondanti forme avvolte in uno splendido abito di cachemire misto yak color giallo banana con impunture blu cobalto, la profonda scollatura sul seno quinta coppa C e la chioma rosso “Purple Savage” pettinata in uno chignon. Gli altri passeggeri sono per lo più pendolari che lavorano a Milano, ma non rinunciano a vivere vicino al mare. Dopo un po’ Clara decide di mettere da parte la vanità e inforca gli occhiali da vista. Sfoglia il numero da collezione della famosa rivista cult degli anni Ottanta “Femme”, in copertina la foto della top model taglie plus, Stella La Foresta, all’interno un servizio sulla nuova collezione di Apollonia C. Non riesce però a soffermarsi su niente per l’emozione di andare alla sfilata della più grande firma della moda curvy...

Una sfilata rosso sangue. Un’altra indagine per taglie forti è il seguito di Vico dell’Amor perfetto con cui Adelaide Barigozzi ha fatto conoscere le ragazze oversize, fortuite investigatrici, proprietarie della Boutique Tutte Curve. Barigozzi lavora per “Cosmopolitan”, ma ha scritto per “Bella”, “Grazia”, “Marie Claire”, “Elle”, esperienze che l’hanno portata a una conoscenza approfondita della realtà affascinante e nevrotica della moda. Pur non essendosene occupata direttamente, attraverso la voce della protagonista, Clara, atelier, sedute di fotografia, uffici di riviste patinate, sono raccontati con ironia e intelligenza. Alcuni personaggi non sono originali, classiche icone rappresentative dell’universo di haute couture, come la stilista prevaricatrice e iraconda, ma è da premiare la scelta controcorrente di mettere al centro della storia una donna con un fisico prorompente che non è mai motivo di disagio e non nasconde in “abiti neri che sfinano”, ma anzi mette in evidenza con abiti colorati, eleganti e inediti. Una donna felice e appagata, capace di godersi la vita e di gustare il cibo, realizzata nel lavoro. Clara, come la signora Jessica Fletcher, la famosa signora in giallo americana, è una sorta di attira guai, si trova sempre in mezzo a casi d’omicidio, ma l’investigatrice dilettante italiana è curiosa, intraprendente, affronta con brio ogni situazione e coinvolge nella sua vita rutilante e colorata. Come nei migliori classici noir, gli indizi sono abilmente seminati in ogni pagina, anche in episodi apparentemente insignificanti. Milano, capitale della moda, e la Riviera Ligure, fanno da sfondo con ambientazioni meravigliose, descritte così bene da far venir voglia di visitarle. In effetti lo stile dell’autrice è semplice, leggero, ma solo apparentemente non ricercato, arguta nel rovesciare gli stereotipi sul corpo delle donne, trasporta nel vacuo mondo di lustrini e paillettes suggerendo uno stile di vita positivo.