Una spia americana

Marie Mitchell, figlia di una famiglia di colore del ceto medio, ha dovuto combattere tutta la vita per avere ciò che desiderava. Traumatizzata da ragazzina dalla fuga della madre che tornando in Martinica aveva abbandonato due figlie e il marito, invidiosa della stima che il padre dimostrava per la sorella maggiore e al tempo stessa legata a lei da un affetto profondo, Marie aveva iniziato a badare a se stessa quando Helene si era arruolata ed era finita in Vietnam contro il volere del loro padre, fino a tentare di realizzare il sogno della sorella dopo la sua prematura scomparsa: diventare una spia della CIA. Poi quella sera, ormai madre di due figli e vedova, le è crollato il mondo addosso e in breve ha dovuto abbandonare la sua vita negli Stati Uniti per cercare rifugio in Martinica. Si è subito messa in allerta quando ha sentito degli strani rumori al piano superiore, dove si trova la sua camera da letto. Il suo assalitore è entrato e nel buio è iniziata la colluttazione, fino a quando lui è riuscito ad avere il sopravvento e andandole addosso ha iniziato a strangolarla. Salvatasi con grande fatica, Marie ha raggiunto la madre Agathe, della quale non può fare a meno di apprezzare la disponibilità malgrado non abbia ancora superato la sua triste infanzia, ma adesso tutto il rancore del passato sembra potersi sciogliere come neve al sole, per concederle finalmente la forza di perdonare quella fuga da un ambiente familiare reso insopportabile dall’ostilità coniugale. Adesso che la protagonista potrebbe avere la serenità desiderata tutta la vita, è costretta suo malgrado a commettere l’errore della madre, rischiando di suscitare nei figli lo stesso rancore che in passato lei ha provato per Agathe. Li dovrà abbandonare affidandoli alla nonna, solo così potrà difendere la loro incolumità. Ma prima di andarsene scriverà una sorta di memoriale in cui racconterà la storia della sua vita, perché i suoi piccoli sappiano qual era il valore del loro padre e cosa ha dovuto affrontare lei, a iniziare proprio da quando ancora ragazzine Helene le fece capire cosa significa essere una spia…

Romanzo di esordio di Lauren Wilkinson, American Spy (Una spia americana) narra le difficoltà delle giovani donne di colore che sognano di far valere le proprie capacità a tutti i livelli. Una spy story che contiene interessanti riflessioni sulla società statunitense, dove essere donna e per giunta di colore rappresenta un notevole svantaggio. Così nella prima parte del romanzo, mentre alterna la ricostruzione del passato di Marie tra adolescenza ed età adulta, Wilkinson pone la sua protagonista in una condizione di insoddisfazione. Raggiunto l’agognato posto nell’Intelligenze della CIA grazie all’aiuto di un amico di famiglia che prima di lei aveva già creduto nelle doti in Helene, viene relegata dal suo ASAC Mr. Gold a prendere semplici contatti con informatori immischiati in un’associazione panafricana, una mansione di ufficio apparentemente senza sbocchi. Sempre meno disposta a piegarsi a un ruolo insoddisfacente, quando a Marie si offre l’occasione a lungo attesa sul momento non sa cosa fare e temporeggia. Sulla coscienza ha un grande peso: come è successo all’amico di suo padre, anche lei per soddisfare la CIA opera nel controspionaggio ai danni di un’associazione che si impegna nel difendere la libertà e l’uguaglianza. Cosa è più importante, la carriera o la moralità? Sarà Ross, collega dell’ASAC Gold, a cercare di indirizzare Marie verso una prospettiva completamente diversa. Lauren Wilkinson è laureata in letteratura alla Columbia University, che le ha dato la possibilità di intraprendere la carriera di insegnante. Collabora con le riviste letterarie di maggiore spessore degli Stati Uniti con articoli sui suoi studi. American spy è uscito nel 2019 pubblicato a distanza di pochi mesi dalla Random House e dall’editrice inglese Dialogue Books. Citata dal “New York Times” tra i cento migliori libri del 2019, l’opera è entrata anche nella lista delle letture estive di Barack Obama, che ha dimostrato di appezzare la serietà e la profondità emotiva con cui l’autrice ha affrontato alcuni temi che riguardano i limiti di cui soffrono le ragazze di colore negli Stati Uniti. Cresciuta a New York, oggi Lauren Wilkinson vive nel Lower East Side.

 


 

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