Uno splendido cadavere

La giornalista Harper McClain e la barista Bonnie Larson (un’artista che con il lavoro da bartender si paga i colori per dipingere) si attardano dopo la chiusura del Library Bar per giocare a biliardo. L’ultimo turno della giornata con Bonnie l’ha fatto Naomi Scott, una studentessa universitaria che se ne è appena andata a casa dopo aver finito di pulire il bancone. Finita la prima partita le due ragazze si sfidano ancora, ma Harper riceve la telefonata del suo collega Miles Jackson, fotoreporter di nera, che le annuncia il ritrovamento di un cadavere in River Street, cuore del turismo cittadino di Savannah. Da buona cronista lei antepone il dovere di giornalista al gioco con l’amica, che per tutta risposta le dice che vuole andare con lei sul luogo del delitto. Facile trovare il punto preciso dove si trova il cadavere, a giudicare dal dispiegamento di poliziotti. Le due ragazze si sono ricongiunte con Miles, seguono le operazioni da distante, dietro il nastro segnaletico, cercando di capirci qualcosa, mentre Miles scatta alcune foto, soprattutto quando arriva la Daltrey, la detective a capo delle indagini. Ma è quando arriva il furgone bianco dell’unità forense che Bonnie si lascia sfuggire un grido strozzato che attira l’attenzione dei poliziotti: la luce dei fari ha illuminato tutta la scena del crimine, soprattutto la giovane donna che giace morta con la schiena sui sassi. Bonnie si aggrappa al nastro segnaletico e dichiara: “Oddio, credo si tratti di Naomi”. Ha notato, infatti, che la ragazza indossa una maglietta come la sua, con su scritto “The Library: dalla birra all'eternità”...

Sarà perché, essendo stata, la scrittrice, cronista di nera, riesce a descrivere perfettamente l’atmosfera, sarà perché riesce a incastrare un giallo nel giallo (da quello che il suo personaggio segue per il giornale a un personalissimo problema con qualcuno che entra ed esce da casa sua come più gli aggrada, dimostrando di conoscere i suoi orari, il codice del suo allarme, le abitudini del suo vicinato), sarà anche per una modalità di scrittura che non ti molla e ti lascia senza fiato… insomma, sarà per tutta una serie di motivi, ma questo libro è coinvolgente. Ti porta a fare il tifo per quello o l’altro, per le storie d’amore, per i sospettati e pur se ti dà i connotati precisi di chi può aver commesso il delitto, è tutto talmente complicato e pieno di colpi di scena che alla fine ciò che sembra ovvio, non lo è più. La tensione è un crescendo, ti costringe a guardarti alle spalle, anche se, da lettore, sei in una posizione protetta. Un unico appunto da fare, sempre che sia possibile farlo, tante volte non fosse una strategia per prendere i lettori “per la gola”: la storia lascia un po’ con l’amaro in bocca. Due situazioni non si risolvono e anzi, lasciano proprio con il fiato sospeso, che resta tale finché proprio non si arriva ai titoli di coda e ci si rende conto che non ci sono altre possibilità. Ovvio che ci si augura che possa arrivare presto un seguito dove si possano mettere tutte le cose a posto, avendo lasciato in sospeso proprio due aspetti importanti della vita della giornalista, compreso quello sentimentale.

 


 

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