Uomini e Troll

Uomini e Troll

Mamma troll attraversa il bosco, tra le braccia ha il suo bel pargolo munito di zanne, pelo ispido e artiglio nel mignolo. All’improvviso il carro del fattore, con a bordo moglie e figlio neonato, sopraggiunge sul sentiero. Perché non nascondersi a osservare la famigliola di passaggio e appurare se il bimbo che possiedono sia più o meno bello del suo? Mamma troll si accuccia tra i cespugli, ma i cavalli la notano e terrorizzati aumentano l’andatura. La moglie del fattore non riesce a trattenere tra le braccia il suo bambino… La tenuta che si estende sulla riva del lago è un luogo tetro e si narra che vi abiti un folletto che tutela i beni della famiglia. Pare che circa duecento anni prima il giovane erede della tenuta, in una terribile notte di tempesta, si sia giocato ai dadi la proprietà e l’abbia persa bosco dopo bosco, pascolo dopo pascolo, fino a che il folletto non è intervenuto… La giovane mandriana Ragnhild è intenta a preparare il formaggio, accanto a lei il caglio sobbolle sulla marmitta. Anche se la stagione per scendere a valle è passata, lei è rimasta alla malga in attesa che la fattrice partorisse l’ultimo vitellino. Presto però potrà lasciare la montagna che, secondo la leggenda, nella stagione in cui gli uomini la abbandonano viene abitata dai troll. D’un tratto si accorge che il rumore della pignatta sul fuoco è cambiato, sembra lamentoso, come volesse metterla in guardia da un pericolo incombente… È interessante ascoltare zia Nana raccontare di come l’irrequieto Kalle Frykstedt sia diventato pastore d’anime, nonostante i suoi vizi e le sbornie… La riunione annuale dei membri della cassa di risparmio si è conclusa, sarebbe opportuno che ciascuno dei partecipanti tornasse a casa. Qualcuno solleva l’argomento emigrazione e gli animi si scaldano al pensiero dei giovani che lasciano il paese… È il 1912, un quadro al museo di Helsinki attira la sua attenzione. Ritrae Mathilda Wrede, nobildonna che ha votato la sua esistenza alla cura dei carcerati. La volontà di conoscerla di persona è forte e gli aneddoti a lei legati meritano di essere raccontati… Il pastore della parrocchia di Jösse è frustrato all’idea che i suoi fedeli siano ancora vincolati a sciocche superstizioni e impegna tutto il suo ardore nel dissuaderli. Se solo Dio gli desse un segno! Ma ecco che in una gelida notte l’incontro col giovane Gille Folkesson, che ha fatto voto di non bere mai l’acqua stregata di Kyrkviken, gli dà l’occasione di escogitare un piano. Che conseguenze potrebbero mai esserci?… Mentre rincasa costeggiando il cimitero nel cuore della notte, il calzolaio Krus Erik Ersson esprime il desiderio di possedere uno spirrtus, un servitore tutto fare. Basterebbe rubare un po’ di terra di sepoltura…

Non tutti i racconti contenuti in questo volumetto sono pertinenti al mondo dell’immaginario e delle creature fatate della tradizione svedese. Alcuni propongono brevi biografie di personaggi reali o eventi che mettono in luce atteggiamenti e debolezze della società dell’epoca. Le opere proposte in questa edizione sono tratte da due raccolte, entrambe pubblicate dall’editore Förlag di Stoccolma, la prima è del 1915, la seconda del 1921. La selezione offre al lettore la possibilità di approcciarsi allo stile e ai contenuti degli scritti della Lagerlöf in un periodo in cui era già famosa nel mondo e premiata col Nobel per la letteratura. Vi sono interessanti riferimenti personali che stimolano la curiosità e aggiungono dettagli alla biografia di questa abile scrittrice. La sensibilità e l’originalità con cui seppe rielaborare in una cornice contemporanea il folklore svedese, che ha fatto storcere il naso ad alcuni – la zia Nana Lagerlöf si lamentava della versione della Saga di Gösta Berling scritta dalla nipote, distante dalla tradizione antica –, ma le è valso il plauso di molti. Temi ricorrenti presenti in molte sue opere sono l’alcolismo, spesso associato a disagio economico e familiare, e la redenzione che avviene grazie al sacrificio di un’anima pia nei confronti di chi cade nella colpa e soffre (tema che in seguito verrà sviluppato ne Il carretto fantasma). Alcuni racconti presentano contesti spettrali in cui le suggestioni gotiche prevalgono, non si trovano le atmosfere fiabesche dickensiane, ma situazioni orrorifiche, incidenti letali e descrizioni truculente. Al termine del volumetto vi è un breve glossario curato da Luca Taglianetti.



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