Uva noir

Uva noir

Ma che sarà mai! Quante storie deve fare Giovanni Panebianco, il procuratore biondo della Procura, che è stato appena colpito, in modo assolutamente accidentale s’intende, da uno schizzo d’acqua generato dal passaggio del Maggiolone di Lolita Lobosco, Commissario della sezione Omicidi alla Questura di Bari dall’animo rimasto bambino, su una grossa pozzanghera creatasi a poca distanza dal Tribunale dopo uno di quei fantastici temporali di fine agosto! Lo schizzo colpisce in pieno il bel Panebianco, che a Lolita piace parecchio, e lui non la prende affatto bene, anzi la accusa di avergli rovinato il burberry nuovo. Lei non gli può certo confidare che da un occhio ci vede poco assai e che, soprattutto, davanti ad una pozzanghera non riesce proprio a resistere. Allora cerca di fargli gli occhi dolci e di ammansirlo, mentre lo fa salire nella sua auto, offrendogli un passaggio. Mentre lo scarrozza verso casa, cerca di stordirlo con i racconti della sua infanzia interrotta troppo in fretta e sul bisogno di alimentare ancora il fanciullino pascoliano che è ben vivo dentro di lei. Evidentemente, le sue elucubrazioni non lasciano del tutto indifferente il procuratore e, dopo un’ora, i due sono ancora placidamente seduti sotto gli ombrelloni di un wine bar a sorseggiare un calice di spumante rosé, accompagnato da un piattino di olive e taralli, mentre continuano a guardarsi e a raccontarsi. E così, da cosa nasce cosa e i due cominciano a vedersi con una certa regolarità e Lolita inizia a perder peso, segno inequivocabile che sta per innamorarsi. Certo che non è tutto rose e fiori come desidererebbe: Danilo, il giovane giornalista con cui ha avuto una pseudo storia tempo prima, la tormenta con i suoi attacchi di gelosia e, ciliegina sulla torta, davanti alla Questura, sull’asfalto appaiono spesso scritte colorate, con pesanti ingiurie nei suoi confronti, che le arrecano non poco imbarazzo. Ma tutto questo è nulla in confronto alla faccia contrita di Esposito, uno dei suoi colleghi, che si affaccia sulla soglia del suo ufficio e le annuncia che è accaduta una cosa terribile: è appena stato ritrovato un bambino, in uno scatolone, morto...

Terzo episodio per la spumeggiante, sensuale e fiera Lolita Lobosco, personaggio singolare e divertentissimo frutto della fantasia dell’autrice pugliese Gabriella Genisi, che dopo arance e ciliegie (rispettivamente La circonferenza delle arance e Giallo ciliegia, titoli del primo e secondo romanzo della serie), offre questa volta al lettore l’uva nera, ma non gli acini succosi, dolci e carichi di zucchero che ci si potrebbe aspettare, bensì un frutto dal sapore aspro, così come aspra e da brividi è la vicenda sulla quale il commissario è chiamato ad indagare. Si tratta questa volta di un orribile caso di infanticidio ed i primi sospetti ricadono immediatamente sulla madre del piccolo, donna capricciosa, immatura e piuttosto ambigua. Ma non è l’unica pista percorribile e ben presto Lolì si accorge di trovarsi di fronte ad un intricato rompicapo, popolato da parecchi personaggi viziosi e frustrati, tutti possibili colpevoli. Sullo sfondo di una città distratta e sonnolenta, dove non esiste più neppure il rispetto per i bambini e dove panorami mozzafiato vista mare si alternano ad angoli sordidi di delinquenza e sciatteria, l’avvenente e sexy commissaria si muove con determinazione e coraggio, animata, come sempre, da una profonda sete di giustizia, fino ad arrivare ad una verità inattesa ed amara. È pur vero, tuttavia, che Lolita è sempre Lolita, bella, verace e focosa, e le sue giornate si dipanano, oltre che tra difficili indagini, anche tra assurde pene d’amore e un’autentica passione per la cucina. La scrittura della Genisi riesce abilmente a creare una storia delicata e a tratti divertente; una storia in cui le espressioni dialettali ben si amalgamano con il resto della narrazione; una storia in cui il ritmo si mantiene vivace e nel quale è apprezzabile il gioco metaletterario, cui l’autrice ha già abituato il lettore, che consiste nel far interagire con Lolita personaggi letterari famosi, nello specifico il commissario Montalbano, creatura nata dalla fantasia dell’indimenticabile Andrea Camilleri, e Pepe Carvalho, investigatore rubacuori creato da Manuel Vázquez Montalbán. La bella notizia per gli amanti delle avventure del commissario Lobosco è che sono finalmente iniziate le riprese della fiction televisiva, targata RAI e più volte annunciata, con la meravigliosa Luisa Ranieri nei panni della conturbante Lolita.



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