Viaggio di nozze in India

Viaggio di nozze in India

1947. Wickam Farm rappresenta il posto perfetto in cui rifugiarsi, l’unico luogo dove Kit si senta a casa. Lontana dalla città, dalla devastante guerra appena terminata, dalla scia di morte e orrore che si è lasciata alle spalle. Ma nessuna distanza può cancellare il ricordo delle grida strazianti di una ragazza, la notte in cui proprio l’ospedale in cui Kit lavorava come infermiera veniva bombardato. Lei era da sola, con un bambino morto tra le braccia. Kit sa che vuole completare gli studi per diventare ostetrica, ma quel ricordo la blocca. Ad offrirle una soluzione ai suoi problemi c’è Daisy, proprietaria di Wickam Farm, che propone a Kit di aiutarla in un progetto ideato al fine di ridurre la mortalità infantile in India e di assistere le gestanti nel delicato momento del parto, intrecciando le conoscenze occidentali con quelle delle levatrici locali. In questo lavoro viene coinvolto Anto, giovane medico indiano. I due ragazzi si innamorano e si sposano contro il volere della madre di Kit che tace sui reali motivi della sua opposizione. I due sposi partono per Cochin, in India, per presentare la ragazza alla famiglia di Anto. Quest’ultima, tuttavia, non accoglie con entusiasmo la sposa occidentale, inadatta per essere una buona moglie indiana, dedita alla famiglia. Nel frattempo Kit cerca di avviare il progetto ideato con Daisy senza un reale successo a causa dell’eccessivo attaccamento delle persone agli usi e ai metodi tradizionali. Kit deve lottare sia per continuare ad essere la donna che è sempre stata, forte e indipendente, sia per mantenere saldo il suo matrimonio…

Julia Gregson riesce a riprodurre perfettamente l’atmosfera di entrambe le nazioni in cui si svolge la storia, ricorrendo a descrizioni dettagliate che si intrecciano con gli stati d’animo dei personaggi. Da una parte c’è l’Inghilterra devastata, ammaccata ed impoverita a causa della Seconda guerra mondiale appena conclusa. Ciò che rimane è confusione, paura e rassegnazione, tutti sentimenti che vengono amplificati con la descrizione di luoghi spesso piovosi, grigi, emozionalmente aridi. Dall’altra parte si trovano, invece, i profumi speziati e caldi dell’India, caratterizzata da un clima terribilmente caldo e umido e da colori accesi e vividi. È una nazione vittoriosa proclamatasi indipendente dall’Impero inglese, in cui ovunque si respira l’odore del nazionalismo e, al tempo stesso, dell’odio verso gli inglesi e le loro innovazioni. È un paese estremamente conservatore, in cui i ruoli tra uomo e donna sono precisamente delineati, attribuendo a quest’ultima esclusivamente l’incarico di governare la casa e di occuparsi di tutta la famiglia. In questo contesto Kit viene presentata come la tipica donna occidentale, figlia dei movimenti femministi dell’epoca postbellica: lavoratrice e indipendente, lotta per mantenere questo ruolo in una realtà ancora saldamente legata alla tradizione. Viaggio di nozze in India è un romanzo scorrevole, leggero e di facile lettura. La storia d’amore viene raccontata attraverso le parole della giovane donna alternandosi, in qualche capitolo, con quelle del protagonista maschile. In questo modo il lettore riesce a cogliere entrambe le personalità dei ragazzi, esplora il loro mondo interiore, i loro dubbi, le paure, creando così un legame intimo con i personaggi.



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