Vita di Giulio Romano

Vita di Giulio Romano

Quando il conte Baldassarre, ambasciatore a Roma per conto del marchese di Mantova, chiede a Giulio Romano se sia interessato a recarsi presso la corte di Federico per dirigere i lavori della sua capitale e del suo palazzo, Raffaello, il maestro che ha fatto sì, morendo, che il suo epigono non privo di genio e di sopraffina tecnica sia diventato in assoluto uno dei primi, migliori e più considerati artisti dell’Italia che ancora per lunghissimo tempo sarà tutto tranne che unita, l’Urbinate è appena passato a miglior vita. Giulio Romano accetta. Naturalmente prima domanda il permesso di allontanarsi a Sua Santità, ma, una volta ottenuto, lascia Roma e si mette in viaggio verso il nord e la pianura padana, nelle terre che hanno dato i natali a Virgilio. Il duca Federico è entusiasta. Giulio è infatti quanto di più vicino possibile a Raffaello ora che Raffaello non c’è più, in un’epoca assai diversa, fra l’altro, da quella in cui scrive Dumas, perché in quel momento all’arte non è imposto nessuno dei limiti con cui invece nel futuro ci si compiacerà stolidamente di contenerla...

Vissuto a cavallo fra il 1499, anche se non è che si sia del tutto certi in merito alla sua data di nascita, e il 1546, intestatario di una strada nel quartiere Flaminio della capitale, a un tiro di schioppo da quel Ponte Milvio che un tempo era detto Mollo ed era celebre per una battaglia e negli ultimi anni invece è stato più noto per una pletora di lucchetti, Giulio Pippi de’ Jannuzzi, o Giannuzzi, architetto e pittore, tra le più importanti figure di artista e di intellettuale dell’epoca del rinascimento e del manierismo, visto che vive anche i primi momenti del tempo della controriforma, è il protagonista di una delle biografie di grandi personaggi con cui, sulla falsariga delle varie vite di uomini illustri che si sono succedute nel corso della storia, in primo luogo, senza dubbio, quelle de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori del Vasari, si è dilettato Alexandre Dumas: senza farne un caposaldo della sua produzione come per esempio più avanti Zweig, anche Dumas si è dilettato, da perfetto ritrattista di personaggi qual è stato (si pensi solo ai Moschettieri), con il racconto biografico, nella fattispecie brillante, agilissimo e aneddotico, dell’esistenza, di un ottimo e gioviale allievo dell’irraggiungibile Raffaello.



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