Vita e morte di Sophie Stark

Vita e morte di Sophie Stark
Autore: 
Traduzione di: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

La storia che per lei e per Sophie è l’inizio di tutto è raccontata su un palcoscenico. È da lì infatti che la loro vicenda comune prende le mosse, è lì che Sophie la vede per la prima volta. All’epoca lei vive con Irina, che è l’organizzatrice di una serata di storie raccontate dal vivo in un locale di Bushwick, e dopo un paio di settimane passate a guardare, solo e soltanto come spettatrice, decide di raccontarne una anche lei. Lei non è come gli altri ragazzi che si esibiscono lì dentro: non ha mai dato per scontato, come sembrano invece tranquillamente fare gli altri, che diventerà un’attrice. O una scrittrice. O un’artista, o comunque una creativa. Anzi, è consapevole che le proiezioni che durante l’infanzia sono state fatte su di lei raccontano di una ragazza che resta tutta la vita a Burnsville, nel West Virginia, più o meno a sfornare un marmocchio dietro l’altro. E invece ora è a New York, e per dieci minuti ha la possibilità di farsi ascoltare dal pubblico e di farsi trattare come qualcuno di importante. Il tema della settimana è “storie da incubo in campeggio”. Indossa l’unico abito carino che abbia, un prendisole azzurro dalla gonna ampia comprato per sette dollari in un negozio vintage, e sale sul palco dopo che un’altra ragazza aveva parlato per venti minuti del fatto che aveva visto un opossum. Lei invece inizia a dire che nella sua scuola c’erano dei bravi ragazzi, ragazzi cristiani, ragazzi che si sposavano a diciotto anni per poi figliare subito. La sua famiglia però è fatta al cento per cento di gentaglia da cinque generazioni, e non si è integrata molto bene con il gruppo che frequenta la chiesa. Invece passa tutto il tempo con un tizio di nome Bean, di due anni più grandi, che ha piantato la scuola superiore per vendere erba e fa abbastanza soldi da affittare metà di una vecchia fattoria malandata fuori città, è gentile e le offre sempre un posto per dormire quando le cose a casa per lei si mettono male. Ma ha anche un lato oscuro…

Anna North è scrittrice e giornalista, vive a Brooklyn e con questo libro uscito per la prima volta cinque anni fa ha conquistato numerosi riconoscimenti molto prestigiosi: del resto, il romanzo è solido e compiuto, la trama accattivante e riuscita, ben congegnata, senza passaggi a vuoto, tempi morti, circonvoluzioni o inutili ridondanze, il personaggio della protagonista molto intrigante, un’eroina assolutamente anticonvenzionale, esagerata ma molto credibile, emblema anche di un’intera generazione che fa di tutto per non essere non addirittura felice, ma nemmeno lontanamente serena, nonostante, a ben guardare, le possibilità eventuali. Prendendo le mosse da un’idea molto brillante, ossia quella di far raccontare la protagonista, il suo carattere, la sua fisionomia, fisica e soprattutto morale, dalle sei persone che più le stanno vicine, ammesso che si possa stare davvero accanto a una donna come Sophie Stark, pian piano con sempre maggiore incisività nel corso della narrazione emerge il ritratto di un’artista geniale, di una regista ossessionata dalla verità e talmente schiava della sua passione per il lavoro che ha scelto da non essere in grado di relazionarsi significativamente, alienandosi, come la generazione attuale, sempre più connessa ma anche sempre più sola, pertanto da quella realtà che tanto ricerca, con niente e nessuno.



0

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER