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Warleggan

Warleggan

Cornovaglia, 1792. Nella zona compresa tra St. Michael, St Ann’s e Truro ci sono sei dimore abitate da famiglie nobili, che per diversi motivi limitano le occasioni di mondanità, a Mingoose House e Werry House le occupazioni principali sono per bambini e cani, mentre a Place House e Killewarren House sebbene non manchino i denari non hanno la volontà di ricevere ospiti, viceversa a Trenwith e Nampara avrebbero la volontà ma sono privi di mezzi per farlo. Ross ha venduto le sue quote della miniera Wheal Leisure, che continua a dare profitto, per una nuova impresa con il cugino Francis, pensando che sarebbe stata più redditizia, ma al momento ancora improduttiva. Quando a maggio sir Trevaunance invita le altre famiglie a cena, provoca curiosità e illazioni sul vero motivo di tale evento. Ross, Demelza e Francis ipotizzano che quell’occasione potrebbe essere dato l’annuncio del fidanzamento di Caroline Penvenen, la bella e giovane ereditiera, con Unwin Trevaunance. Intanto, proprio mentre a Nampara si parla del ricevimento, George Warleggan si trova a casa di Francis per parlare con Elizabeth, vuole che convinca Francis, suo marito e cugino di Ross, a accettare il suo aiuto per ottenere un ruolo prestigioso e avere così entrate economiche che possano ridurre le ristrettezze economiche, ma il gesto è solo apparentemente generoso perché...

Con Warleggan, quarto episodio de La saga dei Poldark, Winston Graham prosegue il racconto della piccola comunità cornica, mentre in Europa ci sono i primi eventi che sfoceranno nella Rivoluzione francese e sulle coste inglesi tutto sembra procedere per il meglio, i Poldark saranno colpiti da nuove sciagure. Non mancano, anche in questo libro, le denunce sociali per la precarietà dei minatori, l’altalena economica di molti dei personaggi, risvolti inaspettati che fanno virare bruscamente intenzioni e progetti, il desiderio feroce di vendetta e i maneggiamenti dei Warleggan, ma soprattutto la relazione tra Ross e Demelza, che subisce arresti e nuove implicazioni. Straordinaria è la capacità che ha Graham di muoversi tra i vari avvenimenti narrativi e di creare una tensione narrativa molto coinvolgente, con evoluzioni inaspettate dei personaggi, dialoghi serrati e efficaci, descrizioni minuziose e mozzafiato della brughiera, del mare, del vento. La prosa resta fedele allo stile elegante di Winston Graham, che suggerisce senza imporre, che svela sentimenti profondi attraverso piccoli, ripetitivi gesti delle mani, che accarezzano o si stringono in tic nervosi, che gioca con gli sguardi dei personaggi, spesso più eloquenti di mille parole. Una lettura che scivola via come il vento, eventi che si succedono rapidi, personaggi che rivelano la profondità dei propri sentimenti, una precisione chirurgica nel definire contraddizioni così umane, in cui il bene e il male si contaminano, come spesso avviene nella realtà. Niente è lasciato al caso, ma nemmeno viene artefatto, così gli abitanti di St. Michael, St Ann’s e Truro diventano, inevitabilmente, i vicini di casa del lettore.