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L’immortale

L’immortale

La piccola Marija Morevna guarda ogni giorno fuori dalla finestra lunga e stretta della sua casa altrettanto lunga e stretta. Quella che vede è una San Pietroburgo che, prima di arrivare ad avere questo nome, dovrà adottarne molti altri. Le tre sorelle maggiori di Marija l’hanno lasciata sola. Gli uccelli che ha visto tramutarsi in uomini fuori dalla sua finestra sono arrivati alla porta, chiedendole in mogli. Marija, ormai convinta di essersi solo abbandonata agli scherzi della sua immaginazione, stenta a credere al mondo nudo di cui narrano le favole. Finché una notte, addentrandosi nel misterioso pertugio scovato dietro la stufa, è costretta a ricredersi. Un comitato di domovoj, piccoli protettori della casa, la rimprovera per aver smesso di lasciargli in tavola qualche biscotto. Marija, inconsapevolmente, ha vissuto il primo dei magici eventi che cambieranno la sua vita. Quello decisivo arriva in un freddo giorno d’inverno in cui anche il suo uccello, tramutato in uomo, è pronto a bussare alla porta. Il giovane alto dai boccoli bruni che la chiede in sposa è Koščej l’Immortale, zar della Vita. Il suo regno è Bujan, l’isola in mezzo al mare alla quale i venti non danno tregua. Prima di diventare la regina d’oltremare, Marija dove comprendere le regole di un mondo sconosciuto. Convinta di aver lasciato la guerra insieme alla Russia, è costretta ad accettare che nemmeno Bujan è libera dal sangue: la lotta tra Koščej e suo fratello Vij, zar della Morte, non ha fine. La lealtà richiesta alla ragazza per poter indossare la corona deve essere dimostrata. A pretenderlo è Baba Jaga, orrida strega che abita gli spaventosi boschi del regno. Solo dopo aver rischiato la sua vita e aver resistito al richiamo del suo mondo natio, Marija potrà diventare regina e abbandonarsi al suo amore, amaro come il sangue. La lezione più dura da comprendere, tuttavia, è che ogni storia è destinata a ripetersi...

Catherynne M. Valente, autrice americana finalista all’Hugo Award e al World Fantasy Award, con L’Immortale porta alla luce la meraviglia del folklore degli Urali. Favole, leggende e mitologia dei paesi dell’est danno vita ad un fantasy storico sensazionale. Le vicende che la protagonista, Marija Morevna, si trova a dover affrontare hanno luogo in due mondi paralleli, seppur speculari: la Russia scossa dalla Seconda Guerra Mondiale e Bujan, devastato dalla lotta tra Koščej e Vij, rispettivamente Vita e Morte. Ciò che l’autrice tenta di dirci è che la storia è immune al tempo: troverà sempre il modo di ripetersi. Ad incarnare la ‘ciclicità’ è Ivan Nikolaevič, umano destinato nel corso dei secoli a presentarsi a Marija e separarla da Koščej. Il romanzo è infatti affollato di personaggi presi in prestito dalle antiche storie dell’est. Incontriamo, oltre alle divinità maggiori quali Koščej e Vij, anche la famosa Baba Jaga: strega malvagia che abita una casa in mezzo ai boschi, eretta su due gigantesche zampe di gallina. La ricchezza di questi riferimenti storici e culturali rende il romanzo tutt’altro che semplice. Quella che sembra essere la storia di un mondo fantastico e dell’amore tormentato che lega i suoi sovrani, è in realtà un ponte tra il passato ed il presente. Le storie del folklore russo sono utilizzate dall’autrice in maniera magistrale, compiendo parallelismi non solo con la Seconda Guerra Mondiale, ma anche con l’attuale conflitto ucraino. L’antico ed il dimenticato che diventano quanto mai attuali e vividi. La lettura, perciò, va affrontata con una buona dose di pazienza e concentrazione. Nonostante la sola atmosfera superficiale con i suoi paesaggi innevati basterebbe ad intrattenere, ciò che cela la sua simbologia merita di essere approfondito. Un messaggio chiaro, scritto in modo originale e tanto affascinante quanto doloroso. Una nota di merito non può mancare alla traduzione, capace di aver mantenuto il significato di storie a noi tanto lontane senza intaccare l’unicità dei nomi originari delle creature fantastiche.