Salta al contenuto principale

L’imperatore dei fulmini

L’imperatore dei fulmini

Kai Summerson si trova sul promontorio del Dito che domina il Mare Rosso e il Lago di Vetro. Kai è pensieroso perché fitte nebbie si stanno addensando all’orizzonte, segno che il pericolo è incombente e che si sta avvicinando al suo regno a grandi passi. Dalle nuvole appare il suo fidato seris, un dragone dalle molte spire, che conferma che i nemici che avanzano sono come una marea e che quindi non c’è più tempo da perdere. Kai è preoccupato soprattutto per Sula, la sua amata, e quindi decide di rientrare immediatamente a Fort Aral per portarla immediatamente in salvo a Redorcks, oltre Mextens. Jorg Anacrath infatti, anche se solo ventenne, già domina su sette regni e la sua sete di dominio sembra ancora non placarsi dato che non è ancora riuscito a vendicarsi di suo padre. L’impresa appare titanica ma Jorg ha tutte le intenzioni di diventare imperatore e quindi non solo muovere le sue truppe ma anche guadagnare il consenso e i voti degli altri regnanti per raggiungere finalmente così il suo scopo. Per avere il dominio assoluto dell’Impero Disgregato è necessaria infatti la maggioranza assoluta, cosa che nessuno da molto tempo è riuscito a ottenere. Jorg però ha un’autentica arma segreta nella manica per raggiungere i suoi scopi: la riscoperta della potentissima tecnologia della terra, ormai perduta da moltissimo tempo…

La Gran Bretagna ha un indubbio prestigio nella produzione di grandi saghe fantasy. Mark Lawrence è uno dei degnissimi rappresentanti di questa illustre tradizione tanto da essere stato definito dalla critica il nuovo George R.R. Martin. L’imperatore dei fulmini è il terzo volume e conclusivo della trilogia dell’Impero Disgregato e ha vinto nel 2014 il prestigioso David Gemmel Legend Award per il miglior romanzo fantasy. Si tratta in realtà di un perfetto esempio del sottogenere grimdark e quindi all’interno della narrazione potremo trovare parecchi elementi contaminanti clockpunk (quindi legati alla tecnologia), e di sword and sorcery (duelli e incantesimi), così come una brutalità e una trivialità diffusa. Interessante anche il setting della vicenda: lo stesso autore ha confermato in qualche intervista che il mondo in cui la vicenda prende vita è stato modellato a immagine e somiglianza di un’Europa del futuro distrutta da terribili guerre intestine e regredita quindi a un’era medievale.