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L’impero - la battaglia impossibile

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Settembre del 184 dopo Cristo. Il tribuno Gaio Vibio Varo è in marcia sul suo cavallo, assieme ai suoi cinquecento uomini. Si stanno dirigendo da Antiochia a Nisibis. Il giovane tribuno scherza con il suo vecchio primipilo lungo la strada su quanto sarebbe stato meglio rimanere negli ozi di Antiochia piuttosto che respirare la polvere del sentiero sterrato. Questa zona a est dell’impero è parecchio turbolenta a causa delle intemperanze dei Parti e proprio per questo motivo c’è un continuo spostamento di centurie e legioni tra i vari avamposti della regione. L’ilarità tra i due viene improvvisamente spezzata dall’arrivo al galoppo del ricognitore Abbas. La sua faccia è terrorizzata e avverte trafelato che una moltitudine di arcieri e catafratti parti stanno avanzando per attaccare. Roma è quindi in costante pericolo a ogni angolo dell’Impero oramai per questi continui attacchi e quindi viene deciso che Marco Valerio Aquila e la sua Cohors Tungrorum venga inviata in Asia Minore per rafforzare la Terza Legione. Il tempo però è molto poco e quindi Marco vuole accorciare i tempi e raggiungere la città di Ctesifonte in modo da persuadere il Re dei Re, tramite la sua autorevolezza, a far cessare le schermaglie e la guerra…

Anthony Riches è uno dei membri del cosiddetto triumvirato dei romanzieri storici britannici sul periodo imperiale romano, assieme a Sidebottom e Scarrow. L’autore è laureato in studi militari e ha deciso di pubblicare il suo primo romanzo della saga L’impero solo dopo dieci anni dalla prima stesura. Altri romanzi della serie pubblicati in Italia sono tra gli altri L'impero. La spada e l'onore e L’impero. La battaglia dell’Aquila perduta. Questo è l’ottavo della saga, di cui sono previsti ben venticinque episodi. Il romanzo in questione, grazie alla grande esperienza dell’autore in proposito, è caratterizzato da scene di battaglia maestose, su tutte la battaglia sulla collina. I personaggi però forse sono eccessivamente stereotipizzati come eroi senza macchia e senza paura. Uno dei maggiori pregi dell’autore britannico è la costante tensione narrativa e la filosofia del cosiddetto “show, don’t tell”, secondo cui in un romanzo (storico e non) l’azione deve prevalere sulle descrizioni eccessivamente pignole che finiscono per appesantire il racconto. Anche La battaglia impossibile rispetta a pieno questo canone e quindi gli appassionati di Riches e dei romanzi storici ricchi d’azione in generale non rimarranno certamente delusi.