Salta al contenuto principale

L’imprevedibile mare di Milano

limprevedibilemaredimilano

Sofia ha un’affilatissima spada di Damocle che le pende sul capo: è stata licenziata. E ora come farà con le bollette, le rate, le spese della partita IVA? E, soprattutto, come lo dirà a sua madre che, fin dall’inizio, aveva bocciato il suo progetto di lavoro sottolineandone i rischi? Ha assolutamente bisogno di bersi una birra. Forse anche due oltre a una sigaretta, di quelle buone, pensa mentre scorre il telefono alla ricerca dei numeri di sua sorella e delle amiche di sempre, in compagnia delle quali, seduta al tavolo di un bar, può sciogliere il nodo che le opprime la gola e distendersi un attimo. L’unico aspetto positivo dell’intera faccenda è che avrà più tempo per gestire l’attività parallela al lavoro, quella di cui si occupa da un po’ e che, fino ad ora, ha potuto esercitare ritagliandosi qua e là ore di libertà. È dai tempi dell’università che Sofia porta in giro i turisti. Prima sono state chiese e musei, poi ha preso il patentino per scortarli lungo i sentieri. Da tre anni, poi, si è appoggiata alla Green Walks, agenzia piuttosto nota che organizza viaggi zaino in spalla. Impegni che possono durare anche una settimana e che, fino a questo momento, Sofia ha incastrato a fatica nel suo calendario di lavoro milanese. Ora ha tutto il tempo che le occorre e può dedicarsi, nello specifico, all’organizzazione del prossimo viaggio: partenza da Piazza Duomo a Milano e arrivo in Liguria. Ovviamente, a piedi. Per il momento gli iscritti all’escursione sono solo tre: una specie di contessa dal nome complicato e lungo, che pretende di dormire in singola ma negli ultimi sei mesi è stata cliente fedelissima dell’agenzia e ha partecipato a tutte le iniziative; un ragazzo di ventidue anni a cui il viaggio è stato regalato per la laurea e Alain Branca, alias Lupo Rosso, il burattinaio più pazzo della zona. Tre iscritti non sono sufficienti. Occorre raggiungere il numero minimo di sei partecipanti…

Enrico Brizzi non sbaglia un colpo e, per fortuna dei lettori, non è uscito dal gruppo di chi ha voglia di trasformare le proprie esperienze in materiale narrativo fruibile da parte di chiunque abbia voglia di piantare il naso tra i libri e trovarci un mare di domande e anche qualche risposta. Questa volta l’autore bolognese, viandante per hobby e per vocazione, racconta la storia di un cammino che parte da Milano e arriva a Camogli, cui partecipano sette personaggi che più diversi e incompatibili non si può. Una professoressa in piena crisi depressiva, un ereditiero frustrato, un influencer con più tatuaggi che sale in zucca, una giovane cameriera, una contessa di mezz’età, un eremita con la fissa per i nativi americani e una guida neo disoccupata costituiscono la sgangherata combriccola che abita le pagine di un romanzo in cui le differenze- di interessi, di prestanza fisica, di età, di valori- sono la cifra che caratterizza ciascun personaggio e in cui la volontà di “trasformare il viaggio nella vacanza stessa” trova casa. Il programma proposto dall’agenzia di trekking Green Walks - che molto ricorda l’associazione Psicoatleti, di cui Brizzi è presidente e che annovera tra i suoi progetti innumerevoli cammini, tra cui quello raccontato nel romanzo - promette di ribaltare il rapporto uomo-macchina e di offrire ai partecipanti un’esperienza alternativa. Quel che è certo è che la scarpinata che i sette protagonisti affrontano - la partenza dal capoluogo lombardo, il transito a Pavia per proseguire poi lungo la Via Francigena e risalire le colline dell’Oltrepò sino a raggiungere la Via Del Sale e il Promontorio di Portofino - è un modo per guardarsi dentro e ritrovarsi. Ciascuno a proprio modo, i camminatori entreranno in contatto con la parte più intima di sé, anche quella brutta che spesso si finge di non vedere. E dovranno fare i conti con ciò che troveranno. Originale, ben scritta, stimolante, l’avventura che Brizzi porta sulla carta conferma la sua abilità di narratore e la profondità del suo pensare, alimentata con molta probabilità anche dagli innumerevoli cammini che lo vedono protagonista in prima persona e gli offrono ogni volta materiale nuovo da plasmare e di cui far dono ai suoi lettori. Che non possono far altro che ringraziare e immergersi nella lettura, certi di non rimanere delusi.