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L’incastro perfetto

L’incastro perfetto

Valentina sta per vivere momenti indimenticabili con il suo Andrea. Lui le ha solo suggerito di indossare un abbigliamento sportivo e caldo e ha imposto alcune scelte, ma a ragione, visto che ha organizzato una seratina romantica sul monte Bondone, sopra Trento, in un rifugio coperto dalla neve, davvero magico nella sua atmosfera piena di lucette natalizie e tendine tirolesi. Valentina è senza parole: sempre di più l’idea che lei e Andrea siano due metà della stessa mela si fa strada con insistenza. Eppure ha ormai trentotto anni, una laurea in biologia, un lavoro al Museo delle Scienze di Trento, un matrimonio alle spalle e un figlio: dovrebbe essere finito da un pezzo il tempo di credere nelle favole! Ma lui la guarda adorante e lei continua a sognare... Alessandra è l’ex moglie di Andrea, con il quale ha due figli, Camilla di quindici anni e Luca che di anni ne ha otto. È proprio mentre si trova a combattere con il montaggio di un food processor che dovrebbe aiutarla a preparare cibo per il bambino che è diabetico, che riceve un messaggio di Andrea. Lei nemmeno se ne accorge, convinta che siano i messaggi delle mamme della classe di Luca. È sua figlia Camilla a leggerlo e a dichiarare che Andrea passa a vedere il food processor. Alessandra tira un sospiro di sollievo: magari lui ci capisce qualcosa! Al suo arrivo, infatti, gli scarica manuale e pezzi da montare, mentre Camilla si fa avanti per chiedere al padre trenta euro che le servono per comprare i regali a Ludo e Isy, le sue amiche...

Costruire una storia contrapponendo una ex moglie, Alessandra, ad una nuova fidanzata, Valentina, è un interessante modo per vedere tutti i punti di vista, soprattutto quando “l’oggetto del contendere”, Andrea, non sa come giostrarsi tra il nuovo amore e i figli, producendo bugie su bugie. Inevitabilmente la nuova storia si riempie di dubbi leciti e la vecchia di aspettative che andranno deluse, pur se ampiamente alimentate non da Andrea, ma dalla sua famiglia, ingombrante e impicciona. Insomma, ognuno ci mette del suo, guidato dalle esperienze vissute e a farne le spese è l’amore, amore a 360 gradi, perché l’amore tra i due fidanzati si nutre di incertezze, l’amore tra fratelli, invece, intravede nell’altro la possibilità di un veicolo per fare leva sulle decisioni, recuperando una famiglia, mentre l’amore di una madre verso il figlio viene messo in secondo piano pur di scoprire la verità. Non è affatto cattiveria, nessuno dei protagonisti è cattivo. Si tratta più che altro di un tentativo di nascondere la verità per non avere problemi e Andrea soprattutto in questo si crogiola un po’ troppo, al punto da perdere tutto. Un genere letterario, quello di Lavinia Brilli, definito “woman fiction”: sono infatti le donne le protagoniste e non solo le due legate ad Andrea, ma anche, ad esempio, le due più anziane, ovvero la mamma di lui e la vicina di casa della sua fidanzata, entrambe figlie del proprio tempo. E, a questo proposito, anche le più giovani sono un perfetto esempio delle nuove generazioni, impegnate tra cellulare, social, video, follower e così via. Ogni personaggio è perfettamente incastonato nel proprio ruolo, in una serie incessante di eventi incalzanti che non lasciano tregua al lettore. Lo stile della Brilli è piacevole e si fa apprezzare, tanto da spingere il lettore a cercare di interrompere la lettura il meno possibile, anche per la curiosità di conoscere il seguito della storia. Apprezzabile anche il fatto di non prendere posizione e di descrivere la storia così come la protagonista di turno la immagina, senza prendere le parti di una o dell’altra, condividendone, invece, pensieri, reazioni e riflessioni.