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L’incredibile viaggio delle piante

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Da sempre si associa alle piante il concetto di staticità, ma non c’è niente di più sbagliato. Le piante hanno sempre viaggiato - seppur molto lentamente - e continuano a farlo, conquistando luoghi impensabili, talvolta ostili e sono in grado di sopravvivere in posti inospitali come Chernobyl, per esempio. In quella che oggi è ancora un’area di alienazione, in cui gli uomini non possono abitare, si trova una delle principali testimonianze di biodiversità in Ucraina. Ed è proprio l’esclusione dell’uomo da questa zona che ha portato alla nascita di una vera e propria riserva naturale. La stessa città fantasma di Pripyat adesso è interamente ricoperta dalle piante: uno spettacolo inquietante e allo stesso tempo magnifico. Esistono molti altri esempi di piante sopravvissute a disastri. In Giappone, per esempio, ci sono degli alberi che si chiamano Hibakujumoku, si trovano a Hiroshima e sono piante di varie tipologie “che hanno subito un’esplosione atomica”. Vietato usare la parola “sopravvissute” (anche per gli umani non si fa) in quanto considerata offensiva nei confronti di tutti coloro che sono morti. Forse la parola giusta in italiano è “reduci”. Guardandole non si direbbe mai quello che hanno passato, se non fosse per un cartellino giallo che hanno attaccato ai loro rami, che riporta la specie vegetale e la distanza dal luogo dell’esplosione. Il più vicino è un salice piangente che è cresciuto dalle radici che sottoterra erano rimaste vive e si trova a soli 370 metri dall’epicentro della deflagrazione…

Stefano Mancuso è un affermato botanico, professore ordinario di arboricoltura all’Università di Firenze, nonché direttore del LINV, il laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale. Famoso per la sua opera di divulgazione sul mondo delle piante e per i suoi studi sul comportamente delle stesse, Stefano Mancuso è noto al grande pubblico per i saggi che ha pubblicato negli ultimi anni, tramite i quali è riuscito ad appassionare i più ad argomenti fino ad allora poco popolari. Nel libro L’incredibile viaggio delle piante l’autore ci vuole guidare in un progressivo cambio di mentalità nei confronti dell’idea che le piante siano esseri viventi statici. È vero, dice, che le piante non possono spostarsi, ma questo non vuol dire che non possano muoversi. Dopo aver abbracciato la corrente di pensiero che vede le piante dotate sia di abilità sociali che di una forma di intelligenza (da qui il suo ambito di indagine, denominato appunto neurobiologia vegetale), adesso il professor Mancuso dimostra l’incontrovertibile capacità delle piante di viaggiare, nello spazio e nel tempo. Aria, navi, manto degli animali, apparati digerenti di bestie selvatiche e solo infine l’uomo, ecco il segreto che permette agli esseri viventi con le radici di girare tutto il mondo. La prosa di Mancuso si adatta a un pubblico vastissimo, riuscendo a interessare e coinvolgere grazie a un lessico familiare e a storie e aneddoti curiosi. Il tutto è poi corredato dai delicatissimi acquerelli di Grisha Fischer, che incantano e impreziosiscono la lettura.