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L’inganno della luce

Clara Morrow è un’artista e come suo marito Peter da tanti anni dipinge e vive a Three Pines, piccolo e sperduto paese del Québec. Ha dedicato tutta la vita all’arte, tentando con perseveranza ma senza mai riuscirci di imporsi nel panorama artistico. A cinquant’anni, quando un artista dovrebbe già essere affermato, lei si affaccia per la prima volta all’attenzione di critici, giornalisti, mercati d’arte e galleristi. Il MAC, il prestigiosomuseo d’arte contemporanea di Montréal, si è finalmente accorto di lei e ha deciso di dedicarle una “personale” e per lei l’emozione è grande, come se fosse al ballo delle debuttanti. Al vernissage ci sono tutti: i vicini di casa, gli amici più stretti come l’ispettore capo Armand Gamache e la sua famiglia, ci sono gli addetti ai lavori, la stampa… a Clara è ben chiaro che da quella serata dipenderà il suo futuro come pittrice e come donna. Quello che però non sa è che dopo il successo dell’inaugurazione e l’approvazione pressoché unanime del suo lavoro la vera sorpresa sarà il ritrovamento del corpo di una donna vestita di rosso nel retro del suo bellissimo giardino; e non una donna qualunque, almeno per lei. Incaricato delle indagini l’amico Gamache, che con la sua Squadra operativa si trasferirà nella piccola cittadina sconvolta e incuriosita dall’inaspettato crimine. Chi era quella donna? Perché ucciderla nel giardino di Clara? E soprattutto, perché proprio in quell’occasione?
Se Louise Penny è l’unica autrice ad aver vinto l’Agatha Award for Best Novel per quattro anni di seguito dovranno esserci buoni motivi: sicuramente è capace di creare personaggi che immediatamente diventano familiari al lettore, tanto che come in questo romanzo chiunque avrebbe voglia di invitare a cena l’ispettore Gamache, anche solo per godere della sua compagnia. La somiglianza di Gamache con Maigret forse aiuta, così come la scelta di ambientare il romanzo in un luogo circoscritto, in cui tutti conoscono tutti e dove nessuno è senza segreti. Aggiungiamo poi che la nostra protagonista, realmente talentuosa e amabile, che per una vita ha inseguito senza riuscire il successo, all’alba del suo traguardo si trova immediatamente a dover combattere di nuovo. Viene naturale fare il tifo per lei. Dosando gelosie e invidie, meschinità e voglia di riscatto, sorridendo ai buoni sentimenti come l’amicizia e strizzando l’occhio alla volontà di redenzione di quasi tutti i protagonisti, ci troviamo di fronte ad un romanzo delicato, intriso di buone intenzioni, dedicato alla volontà di credere che le persone possano migliorare, possano cambiare. E non solo in peggio.