La moto è nera, lucida. La stessa tonalità del casco integrale e della tuta di pelle. Arriva sparata da piazza della Repubblica, con tanti sbalzi sulla strada costellata dal pavé di via Turati, e accosta al marciapiede mentre passano due uomini. Il primo ha un cappello di feltro a tesa larga, occhiali da sole con le lenti azzurre, una giacca a vento scura e l’iPhone nelle mani. Il secondo uomo è più anziano, è canuto e indossa un cappotto di cammello, guanti e porta una ventiquattrore griffata. Il motore del bolide sale di giri in maniera repentina e l’uomo con il cappello si gira di scatto e fa appena in tempo a vedere una pistola puntata addosso. Partono dei colpi in rapida successione. Lo smartphone vola per aria, la testa batte sul cemento e gli occhiali vanno in frantumi. Cade anche l’uomo più anziano, senza neanche rendersi conto di cosa sia successo. Una pozza di sangue si allarga sotto i loro corpi. Il motociclista riparte, con un forte stridio di gomme...

L’ottimo scrittore di romanzi noir Paolo Roversi ritorna con il suo giornalista hacker Enrico Radeschi e il suo Giallone. Questa volta Radeschi si ritrova invischiato in un’indagine molto delicata che parte da un agguato in pieno centro a Milano. Le vittime sono il celebre conduttore radiofonico Michele Carras e l’imprenditore Giovanni Fontana. Il vicequestore Loris Sebastiani deve comprendere il legame che tiene insieme questi due individui così diversi e soprattutto chi voglia la loro morte. Radeschi deve però dividersi tra le indagini su questo caso così spinoso e l’aiuto al suo amico misterioso, il Danese, contemporaneamente braccato dalla polizia e alla ricerca della figlia scomparsa, come già visto nel precedente capitolo della saga. Nella storia poi, trova nuovamente spazio come valido supporto a Radeschi anche l’ottimo personaggio di Liz, la giovane hacker che abbiamo già imparato ad apprezzare nel suo esordio ne L’ombra della solitudine. Gli ingredienti giusti per un noir scorrevole e godibile ci sono tutti come sempre e, ancora una volta, Roversi, con il suo Radeschi, non fallisce il colpo.