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L’isola del tesoro - Il mio primo libro

L’Isola del tesoro è ben lungi dall’essere il primo libro di Robert Louis Stevenson, dato che egli non è solo un romanziere ma l’autore è al contempo consapevole che il Grande Pubblico, il suo ufficiale pagatore, è solito considerare le sue altre opere con indifferenza se non con avversione. Quando qualcuno lo chiama in causa lo fa solo in riferimento al suo personaggio più familiare e indelebile nella memoria dei lettori e quando gli si chiede di parlare del suo primo libro è scontato che ci si riferisce al suo primo romanzo. In ogni caso Robert Louis Stevenson sapeva che prima o poi era destinato a scrivere un romanzo e ciò perché fin dalla prima infanzia la sua mania è consistita nel creare un gioco con una serie di eventi immaginari. Così, non appena ha imparato a scrivere è divenuto subito un buon amico dei cartai impiegando risme su risme per realizzare le stesure di Rathillet, Pentland Ring, King’s Pardon, Edward Darren, A Country Dance e Vendetta in the West, risme che, al momento in cui scrive, sono cenere e sono già state riassorbite dalla terra. Queste opere portano a Stevenson un discreto successo giungendo a un certo numero di lettori e consentendogli qualche introito, anche se non abbastanza per poter davvero vivere di scrittura. In quegli anni passava le ore a lavorare sodo e si era costruito una buona reputazione e un discreto successo sebbene non avesse ancora mai trovato davvero il coraggio di cimentarsi nella scrittura di un romanzo. Chiunque può scrivere un racconto breve, pensa lui, ma non tutti hanno l’abilità di comporre un romanzo perché è la lunghezza che uccide gli scrittori...

È così che inizia L’isola del tesoro. Il mio primo libro di Robert Louis Stevenson, un’opera tanto piccola quanto preziosa, edita in una nuova traduzione a cura di Luca Crovi e con la curatela di Claudio Gallo. Nelle poche pagine che compongono questo libello Stevenson, poco prima di morire, racconta l’origine del suo indiscusso capolavoro e spiega perché, in un certo senso, esso sia stato il suo primo vero libro pur non essendo tale a livello cronologico. Il successo e la notorietà raggiunti con questo romanzo sono infatti per l’autore di livello tale da costituire un vero e proprio atto fondativo, un atto di nascita di Robert Louis Stevenson per come oggi tutto il mondo lo conosce. In quest’opera l’autore ammette i debiti narrativi che ha verso autori altrettanto importanti quali Defoe, Edgar Allan Poe, Frederick Marryat e Washington Irving e svela i trucchi del mestiere aprendo una finestra sul proprio modus operandi in riferimento alla scrittura del suo più celebre romanzo. Si tratta, dunque, di uno scritto di grande valore e interesse perché contiene le parole di un fondamentale autore della letteratura mondiale circa la propria opera, la propria storia e il proprio essere scrittore.