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L’isola dentro l’isola

L’isola dentro l’isola

L’aria di gennaio è fresca, tutto è pulito e la brina brilla sugli alberi della valle. Le foglie morte sono un tappeto ghiacciato, la terra arata è fredda e del color del cioccolato. La vecchia casa non esiste più, è stata abbandonata da tempo. Al suo posto ha preso il sopravvento un mondo di alberi, uccelli ed erbacce. L’amata terra sprona Josephine a vivere con la necessità di annotare tutto, di registrarlo, per tenerlo caro e condividere questo amore con gli altri. La vita di oggi è contro natura per lei, anzi contro l’esistenza stessa dell’uomo. La sua casa, in cima alla collina, poggia su un ettaro e mezzo di pianura. Ha grandi finestre per spingere lo sguardo nella stretta vallata formata da un ruscello e osservare il ciclo della vita dell’ecosistema. Lei vorrebbe che quella terra diventasse una riserva naturale, un dono per le generazioni future. È il 1969. La guerra del Vietnam, la rivoluzione nera, la Guerra d’attrito tra Egitto e Israele, indignano Josephine portandola a odiare il Pentagono e chi combatte...

L’isola dentro l’isola di Josephine Johnson è un libro speciale, un diario, un quaderno di pensieri personali e osservazioni sulla natura. Dodici sono i capitoli, come i mesi dell’anno. Pubblicato nel lontano 1969, conserva intatto il potere dirompente del suo messaggio. La Johnson ha vissuto dal 1945 fino alla sua morte, nel 1990, nella campagna fuori Cincinnati, in Ohio. A questi luoghi è affezionata e con preciso puntiglio li descrive al cambiare delle stagioni. “Da sempre provo un immenso amore per la terra, e oggi che tutta la vita è una vita contro la natura, contro l'essere intero dell'uomo, provo questa sensazione di fretta, sento la necessità di registrare tutto e tener caro, e di condividere questo amore prima che sia troppo tardi. Il tempo passa: il mio e quello della terra”. È l’essere umano la creatura più dannosa, che diventa parassita dello spazio che abita. L’invasione del cemento a discapito del verde mina la crescita dei bambini. Manca una storia narrativa da seguire nell’arco dei dodici capitoli. Questi mesi, infatti, sono dei saggi brevi, densi di descrizioni naturalistiche del paesaggio che circonda l’autrice, sono la scoperta di un ritmo più lento e semplice di vita. Josephine Jonhson osserva e conosce tutti i volatili che, in ogni stagione, affollano il territorio, si prende cura dell'erba e degli alberi e spesso guida i bambini alla scoperta della palude. Resta immobile di fronte alle volpi per far capire che, sebbene umana, non è una minaccia per loro. Tra piante, fiori e animali l'autrice sparge con sapienza riflessioni sulla vita, la guerra, il clima. Una nota a parte meritano i colori, una magnifica tavolozza che la Johnson usa per far immergere il lettore nel paesaggio. “L’azzurro è raro in natura. Cielo e mare se ne prendono la gran parte. L’azzurro vero è difficile da trovare sulla terra”. Qualche cosa di azzurro c'è: la sialia, lo zigolo, la ghiandaia. Ogni mese è impreziosito dai delicati disegni in bianco e nero di Chiara Palillo. Accurata e poetica è la traduzione di Beatrice Masini. L’isola dentro l’isola andrebbe letto con l’attenzione e la calma necessarie ad apprezzare le riflessioni sulla vita e l’ambiente che l’autrice descrive e protegge. Sarà l’occasione per i meno esperti di imparare cose nuove sulla natura e il rispetto che le si deve.