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L’Ispanico

L’Ispanico

18 luglio dell’anno 96 dopo Cristo, 850 anni dalla gloriosa fondazione di Roma. Marco Ulpio Traiano, governatore della provincia germanica, è irremovibile davanti alla delegazione di senatori che sono venuti appositamente ad ascoltare la sua opinione in merito: l’imperatore Domiziano non può essere ucciso. I congiurati patrizi tremano letteralmente nell’udire queste parole, dato che per loro è fondamentale sapere da che parte vorrebbe posizionarsi il valente Traiano in caso di successo dell’impresa. Il governatore, dal canto suo, vuole provare a impedire questa follia perché la posta in gioco è troppo alta in caso di fallimento. La guerra civile sarebbe infatti l’ultimo dei problemi di Roma in questo momento, con i Germani che premono da nord e i Daci da est. Il legatus si proclama quindi fedele al suo imperatore anche se, stando da tempo lontano da palazzo per difendere il confine settentrionale, ignora totalmente le nefandezze che Domiziano sta perpetrando ai danni del popolo di Roma. Il generale non sa ancora che la congiura vede coinvolti anche membri della stessa famiglia imperiale come l’imperatrice Domizia Longina e che quindi l’unica salvezza per Roma potrebbe essere proprio un complotto di palazzo per eliminare un imperatore folle e rimpiazzarlo con un uomo coraggioso, equilibrato e amato dalla gente per il grande valore dimostrato sul campo...

Santiago Posteguillo è l’autore di romanzi storici numero uno di Spagna. L’Ispanico è un romanzo dedicato proprio all’imperatore suo conterraneo, il primo ad essere nato lontano da Roma e dall’Italia. Il romanzo è il primo di una trilogia costituita da Circo Massimo e L’ira di Traiano, un unico romanzo diviso in due parti. La storia si dipana in circa trentacinque anni di storia di Roma, un lasso di tempo lunghissimo che ha visto avvicendarsi al potere ben nove imperatori diversi. Allo scopo di favorire il lettore, l’autore ha pensato bene di iniziare ogni capitolo con una piccola tabella riassuntiva che inquadri in maniera precisa il regnante. Va da sé che all’interno del romanzo si distingueranno Tito Flavio Domiziano, imperatore ancora più crudele e malvagio di Nerone che molti contemporanei identificarono addirittura nella Bestia dell’Apocalisse di San Giovanni, e Traiano. Mentre il primo venne condannato alla damnatio memoriae perenne, Traiano, proveniente dalla lontana Betica, riuscì a farsi ben volere dal senato nonostante non fosse nato in Italia e successivamente portò l’Impero alla sua massima espansione con le sue campagne militari di successo. L’Ispanico è un romanzo di oltre mille pagine, fittissimo di nomi e di avvenimenti cardine dell’impero romano, come la distruzione di Gerusalemme o l’eruzione del Vesuvio che distrusse Pompei. Richiede, per questo, un grado di concentrazione piuttosto elevato durante la lettura, anche a causa dei tanti termini latini e dacici usati nella narrazione e nei dialoghi. Un libro non proprio per tutti ma gli appassionati del romanzo storico troveranno pane per i loro denti.