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Little Girl

Little Girl

“A Livia sono venute le mestruazioni. La voce di Maddalena mi scuote, mentre lascio che le sue parole prendano forma nel mio cervello e io acquisti consapevolezza di quello che significano. Siamo sedute su un asciugamano, sul retro dei bagni, al confine tra il campeggio e la recinzione che dà verso i campi. Mi spalma la crema sulla gamba, mentre penso a quello che mi ha detto. Il campeggio è il nostro luogo sicuro delle vacanze estive, ma quell’anno qualcosa sta cambiando. O forse, è già cambiato”. Se n’è accorta fin dal primo giorno, al tradizionale raduno di inizio villeggiatura; le altre mamme l’hanno guardata cercando sul suo corpo i segni di quella trasformazione che nelle altre stava già compiendosi. Anche il corpo di Maddalena è cambiato. Sempre magra e ossuta, quell’anno non bastano felpe e magliette extra large a nascondere il seno. E non basta neanche più comportarsi da maschiaccio, per non essere notata dai ragazzi. Ne ha avuto conferma l’ultima volta in spiaggia: non più due ragazzine invisibili, ma solo una. In lei, invece, tutto sembra immutato. Inesorabilmente fermo. Muta solo la parte interiore, ben nascosta però dagli sguardi attenti e indagatori di mamme e ragazzi. “Ha detto che ha pianto tutto il giorno, ma il giorno dopo era nel gruppetto di quelle che le hanno già avute”. Vede solo un orecchio di Maddalena, ma dalla voce le sembra di intuire una piccola punta di invidia. Un desiderio di far parte anche lei di quel gruppo, di coloro che sanno già cosa significa essere grandi…

“Il serpente, quando cambia la pelle, resta lo stesso serpente? O nel cambiare la pelle cambia anche la sua anima di rettile?”. È il cambiamento – interiore e fisico – la chiave di volta di Little Girl, il nuovo racconto di Alice Keller, libraia e autrice affermata di libri per ragazzi (il suo Nella pancia della balena è giunto finalista Premio Andersen “Miglior libro oltre i 12 anni” mentre Contro Corrente ha vinto il Premio Orbil). Due amiche, un campeggio estivo, un gruppo di ragazzi stranieri e la magia che solo l’estate sa compiere sono gli ingredienti di questo racconto che, a buon diritto, può essere definito di formazione. Un affresco di poco più di settanta pagine, per racchiudere il senso di smarrimento e paura ma anche curiosità e intraprendenza che accompagna quel momento di passaggio dall’infanzia all’adolescenza, tanto delicato e al contempo tanto potente. A tredici anni, infatti, non cambia solo il corpo – con il quale bisogna nuovamente prendere confidenza – ma anche la percezione nostra e degli altri verso quel corpo: improvvisamente visibili, in un momento nel quale, per assurdo, si vorrebbe solo essere invisibili. Un libro sì destinato a un pubblico giovane, ma nel quale anche un lettore adulto ritrova quella freschezza e quella sensazione che lo ha accompagnato in quel periodo durante il quale “tutto è uguale, ma tu sei diverso”.