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Lo scammaro avvelenato e altre ricette

Lo scammaro avvelenato e altre ricette

Santa Caterina, domenica 25 novembre. La luce che passa dalle persiane e le si posa sugli occhi la sveglia. È domenica mattina e Lolita Lobosco non ha alcuna intenzione d’alzarsi. Si tira il piumone fin sopra i capelli e comincia a girarsi e rigirarsi tra le coperte. Niente, non c’è verso di riprendere sonno. Mannaggia a Caruso! È colpa sua se la sera precedente ha dimenticato di tirare le tende. La litigata con lui – una questione di gelosia, come al solito; d’altra parte, ha sempre saputo che le storie a distanza sono una grande fregatura - è stata memorabile e ora sul telefono Lolita cerca un messaggio di riconciliazione, ma zero. Non ce n’è traccia. In compenso trova un vocale di sua sorella Carmela che si lamenta del fatto che manca un mese al Natale, il B&B che gestisce insieme alla madre è al completo e oltre un chilo di panzerotti vanno fritti all’ora di pranzo. Lolita è quindi gentilmente pregata di raggiungere il resto della famiglia per dare una mano. Lolita guarda l’orologio e sbuffa. Non sono ancora le otto e Carmela piò attendere. Si alza, infila la vestaglia e va in cucina a fare colazione. Solo dopo un paio di tazze di caffè, una fetta di dolce e qualche telefonata in questura, si decide a richiamare sua sorella. Carmela le chiede di raggiungerla entro un’ora, così può essere d’aiuto nella preparazione dei panzerotti che, dice, vuole fare assaggiare al nuovo inquilino del B&B. Si tratta di uno famoso. Uno scrittore che ha affittato la stanza per tre mesi. Deve scrivere un romanzo ambientato a Bari e ha bisogno di tranquillità. E Carmela sta contribuendo, con la sua cucina, ad alimentare la creatività dell’uomo e a fargli superare il blocco dello scrittore che lo affliggeva. Enrico Fasulo è il nome dello scrittore cui Carmela sembra tanto interessata. Lolita non l’ha mai sentito nominare ma ha capito, nello spazio di una telefonata, che il tipo deve aver colpito sua sorella, e non poco. Ne ha la conferma quando, più tardi, raggiunge il B&B che Carmela e la madre mandano avanti. Dopo i baci alla madre e i rimbrotti della sorella, Lolita nota che quest’ultima si è truccata e pettinata con gran cura. Ha una rosa di seta gialla a chiudere la scollatura dell’abito e anche la tavola è stata apparecchiata con grande cura: ci sono fiori al centro, disposti con classe, ed è stato tirato fuori il servizio buono, quello delle grandi occasioni...

Lolita Lobosco - commissaria a capo della squadra omicidi di Bari - occupa un ruolo di tutto rispetto nel panorama del crime italiano ed è diventata anche protagonista di una fiction di successo, che ha il volto di Luisa Ranieri. Gabriella Genisi, creatrice di un personaggio così ben riuscito, mostra ogni volta la propria abilità nel creare storie fatte di contrasti e, proprio per questo, estremamente interessanti, spesso legate a importanti temi dell’attualità e capaci di raccontare le contraddizioni che il nostro Paese nasconde. Nel nuovo episodio Lolita ha a che fare con una storia che la vede coinvolta in prima persona. Uno scrittore, ospite del B&B di famiglia, viene avvelenato e i sospetti ricadono subito su Carmela, la sorella della Lobosco, e sullo scammaro - famoso piatto tradizionale - preparato, secondo la ricetta di nonna Dolò, forse per conquistare l’affascinante artista. Esclusa dalle indagini, Lolita non si arrende e, nonostante la burrascosa relazione con Caruso le tolga in parte il sonno e la lucidità necessaria per analizzare con cura ogni aspetto dell’intricata vicenda, utilizza ogni mezzo a propria disposizione per scoprire la verità e scagionare la sorella, con la quale gli attriti non mancano, ma che non può essere, secondo la commissaria più affascinante della Puglia, un’assassina. Una storia avvincente come le precedenti, anche se più breve, che rivela comunque il talento narrativo e stilistico della Genisi, nonché la sua abilità nel raccontare, attraverso i personaggi di ogni racconto, la vita, i suoi percorsi tortuosi e le salite che si trovano lungo la strada, ma anche le evoluzioni, i colpi di scena e gli scorci mozzafiato disseminati qua e là. Va sottolineata e applaudita, poi, l’idea originale e molto interessante di arricchire l’ultima narrazione con una raccolta delle ricette di casa Lobosco. Una ricca galleria di piatti che comprende i classici della tradizione pugliese affiancati da preparazioni rivisitate secondo il gusto personale di Lolita o delle altre donne di casa Lobosco. Una piccola chicca che rende ancora più appetibile- il riferimento al cibo cade a pennello- la lettura del romanzo.