A Durban è Natale e fa caldo come non mai. Un caldo che insegue le persone ovunque: nei sobborghi chi può trova sollievo nelle piscine gonfiabili sorseggiando vino scadente, sulla costa invece i bambini saltellano sulla spiaggia rovente e le famiglie si fanno aria con i coperchi dei contenitori del cibo. Sana Malek apre il finestrino della macchina in cerca di un po’ di refrigerio, sta andando a casa. Non è una vera e propria casa ma come le dice il padre casa è qualsiasi luogo, casa può essere anche un ricordo. Da quando quattro anni fa la madre è morta a lui è venuta l’ossessione delle città costiere, che segna sulle mappe: e adesso si stanno trasferendo lì nella speranza di superare il lutto. Arrivati in città avanzano verso l’oceano attraversando negozi, edifici di mattoni fino a giungere in vie piene di graffiti, odore di cucina e musica straniera. Si inerpicano verso la collina fino ad arrivare ad una casa con un cartello arrugginito. Sana guarda verso le finestre e le sembra di scorgere una bambina, ma è solo frutto della sua immaginazione. Un uomo appoggiato ad un bastone si avvicina e dà loro il benvenuto. Dopo la prima notte passata in quella casa Sana si guarda intorno e la trova brutta e fatiscente, senza elettricità e con un’enorme quantità di pentole sparse sul pavimento a raccogliere l’acqua che gocciola dal soffitto. La madre l’avrebbe detestata anche se per tanto tempo era stata la casa più maestosa della costa orientale dell’Africa…

Shubnum Khan, scrittrice di origine indiana che vive in Sudafrica, in questo romanzo immerge il lettore in una storia oscura e piena di significati, una storia immaginifica con elementi sovrannaturali che a tratti rende ogni cosa possibile. Un libro che diventa un’esplorazione molto coinvolgente dell’amore, la solitudine e il dolore e lo fa con grande capacità narrativa, attingendo a piene mani alla magia, a tradizioni ancestrali, a vissuti personali, intrighi. La prima parte del libro è dedicata alla presentazione dei personaggi e all’esplorazione della casa da parte della protagonista. Nonostante ci si trovi nel 2014 l’atmosfera è surreale, a tratti si sente gemere la villa, quasi come una colonna sonora che accompagna le pagine più dolorose, mano a mano che i segreti in essa contenuti verranno svelati e infatti, nella seconda parte il lettore si troverà catapultato nel passato fino al tragico epilogo. Una piccola curiosità: la copertina dell’edizione italiana è stata disegnata da Chiara Mattiussi, una tatuatrice che ha saputo cogliere in pieno l’atmosfera che si respira all’interno del libro.